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Nei frenetici giorni di maggio, quando il governo del presunto cambiamento era ancora a uno stato embrionale, Lega e M5S sedevano attorno a un tavolo per creare le bozze di quello che sarebbe diventato il “contratto di governo”. C’erano i fedelissimi di Di Maio, tra cui spiccava il factotum Rocco Casalino, e quelli di Salvini, tra cui Calderoli e Centinaio. Proprio quel Gian Marco Centinaio che meno di un anno prima gridava al Senato “terrone di merda” contro il Presidente Grasso. Lo stesso che come indirizzo mail, prima della chiocciola, aveva “terronsgohome”. O quel Calderoli che si lamentava in parlamento perché “due terzi degli onorevoli sono terroni” e che ha definito Napoli “una fogna infestata da topi, un insulto per l’intero Paese, da eliminare con qualsiasi strumento.” Luigi Di Maio, nato ad Avellino, cresciuto a Pomigliano D’Arco, studente – rimasto tale – a Napoli, ha negoziato con questi personaggi il futuro dell’Italia...