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articolo di agosto 2017…. attualissimo.

I superstiti raccontano l’intreccio criminale tra chi lucra sul commercio di esseri umani e i poliziotti di Tripoli. Gli affari delle milizie armate sono coperti dagli ufficiali in mare. Un paese poverissimo e in balia della corruzione, in cui si vive di illegalità e contrabbando. E i morti non si contano

di Francesca Mannocchi  
«Noi, migranti in Libia: ostaggi dei trafficanti, trattati peggio delle bestie»
Lo scorso febbraio Yasin è dovuto scappare da Zawhia, la sua città natale nella parte occidentale della Libia, tristemente nota per essere una delle capitali del traffico di uomini. Stava fotografando i resti di settantaquattro corpi ritrovati dalla Mezzaluna Rossa Libica sul bagnasciuga quando è stato avvicinato da un uomo che l’ha minacciato di morte. L’obiettivo di Yasin era puntato sui volontari che riempivano le borse di cadaveri, e li contava, a decine. Come altre volte, avrebbe spedito le sue foto ai giornali europei per mostrare quello che accadeva sulle coste di casa sua…