[fonte]
Nella riunione più globalista dell’anno, il World Economic Forum di Davos, alcuni leader sovranisti sono andati a cercare visibilità. Oltre al premier italiano Giuseppe Conte, c’è il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, un uomo sempre molto impegnato a creare e attaccare nemici immaginari o irrilevanti: dal marxismo culturale all’ideologia gender, la globalizzazione, ovviamente, ma anche la stampa, e ogni voce che propone soluzioni praticabili ai veri problemi del Brasile. Le riforme che ha avanzato nel Paese sono per ora una maggiore facilità di circolazione delle armi (in un Paese già tra i più violenti al mondo) e un decreto contro le ong, accusate di sfruttare la popolazione indigena. Sul piano diplomatico, Bolsonaro ha scelto una posizione ostile verso il principale partner commerciale del Brasile: la Cina, che ha così tagliato del 75% i propri investimenti nel Paese cariocalla riunione più globalista dell’anno, il World Economic Forum di Davos, alcuni leader sovranisti sono andati a cercare visibilità. Oltre al premier italiano Giuseppe Conte, c’è il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, un uomo sempre molto impegnato a creare e attaccare nemici immaginari o irrilevanti: dal marxismo culturale all’ideologia gender, la globalizzazione, ovviamente, ma anche la stampa, e ogni voce che propone soluzioni praticabili ai veri problemi del Brasile. Le riforme che ha avanzato nel Paese sono per ora una maggiore facilità di circolazione delle armi (in un Paese già tra i più violenti al mondo) e un decreto contro le ong, accusate di sfruttare la popolazione indigena. Sul piano diplomatico, Bolsonaro ha scelto una posizione ostile verso il principale partner commerciale del Brasile: la Cina, che ha così tagliato del 75% i propri investimenti nel Paese carioca