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Fra pochi giorni celebriamo il Natale. Il tempo che più degli altri, nel corso dell’anno, segna il trapasso inequivocabile dalla dimensione religiosa a quella consumistica della festa, e il progressivo trionfo del modello economico del capitalismo sulle religioni. Tempo insidioso di contraddizioni, per chi professa di credere in Dio. Tempo di una antropologia equivocaper chiunque, con la stucchevole insistenza su una iconografia buonista che, mentre punta diretta all’homo consumens, fa sempre più a cazzotti con la ruvida realtà di indifferenza che guasta il mondo.ra pochi giorni celebriamo il Natale. Il tempo che più degli altri, nel corso dell’anno, segna il trapasso inequivocabile dalla dimensione religiosa a quella consumistica della festa, e il progressivo trionfo del modello economico del capitalismo sulle religioni. Tempo insidioso di contraddizioni, per chi professa di credere in Dio. Tempo di una antropologia equivocaper chiunque, con la stucchevole insistenza su una iconografia buonista che, mentre punta diretta all’homo consumens, fa sempre più a cazzotti con la ruvida realtà di indifferenza che guasta il mondo...