NATO: STOLTENBERG CRITICA I TAGLI ALLE SPESE MILITARI DELL’ITALIA -12,4% NEL 2015


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SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO ALLA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2015 NATO: STOLTENBERG CRITICA I TAGLI ALLE SPESE MILITARI DELL’ITALIA -12,4% NEL 2015  “Voglio vedere che tutti gli alleati europei smettano di tagliare le spese militari e questo vale naturalmente anche per l’Italia”, ha dichiarato il segretario generale della Nato, Nel Rapporto emerge che le spese italiane sono lo 0,95% del Pil e il taglio italiano è stato del 12,4%, il più forte tra i 28 alleati. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Nato-Stoltenberg-critica-i-tagli-alle-spese-militari-della-Italia-e-dei-paesi-europei-Il-segretario-generale-della-Nato-alla-presentazione-del-Rapporto-2015-7bafedc1-52ca-447a-a5a3-1899c50cb069.html

28 gennaio 2016Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg ha criticato il taglio alle spese militari dei paesi europei e in particolare dell’Italia. “Voglio vedere che tutti gli alleati europei smettano di tagliare le spese militari e questo vale naturalmente anche per l’Italia”, ha dichiarato il segretario generale della Nato che, presentando il Rapporto 2015, ha sottolineato positivamente il fatto che “dopo anni di continue riduzione delle spese degli europei”, nel 2015 “i tagli sono praticamente a zero”. Nel Rapporto emerge anche che le spese italiane sono lo 0,95% del Pil, lontano dal target del 2% e inoltre, nel 2015, il taglio italiano è stato del 12,4%, il più forte tra i 28 alleati. Il Segretario generale ha osservato che il nuovo andamento è “il segnale di una inversione di tendenza, ma bisogna fare ancora molto perché il quadro è a luci ed ombre ma sta migliorando, con alcuni paesi che continuano a tagliare ma cresce il numero di quelli che rispettano gli obiettivi”. Le tabelle pubblicate nel Rapporto annuale mettono in risalto come la media generale delle spese per la difesa sia stato del 2,42% del Pil. Gli Usa hanno contribuito in modo notevole a raggiungere questo risultato spendendo il 3,62%. Va considerato però che anche le spese degli americani risultano in flessione rispetto al 3,51% del 2014 e soprattutto al 5,32% del 2009. In Europa solo Grecia (2,46%), Polonia (2,18%), Gran Bretagna (2,07%) ed Estonia (2,04%) superano il target del 2% confermato dalla decisione unanime del vertice del 2014 in Galles. Risultano sotto l’obiettivo condiviso la Francia con l’1,80% e l’Italia allo 0,95%. Gli incrementi di spesa più forte nel 2015 rispetto all’anno precedente sono stati quelli di Lituania (+31,9%), Polonia (+21,7%), Slovacchia (+16,6%), Grecia (+10,1%) e Romania (+10,0%). Il taglio più forte è stato quello dell’Italia (-12,4%), seguito da quelli di Albania (-11,8%), Bulgaria (-6,7%), Belgio (-5,8%), Regno Unito (-3,5%), Croazia (-1,0%), Francia (-0,9%). Complessivamente la riduzione delle spese degli alleati europei è stata di -0,3% rispetto al 2014, la più contenuta dal 2009.  Per quanto riguarda la distribuzione delle spese per la difesa, il rapporto evidenzia che l’Italia con l’80,3% è seconda solo alla Slovenia (80,7%) per la percentuale riservata ai costi del personale, quota che cala al 36,4% per gli Usa, al 38,1% per il Regno Unito, al 47,8% per la Francia e la Germania. L’Italia stanzia poi il 12,5% del suo budget per ‘equipaggiamenti’, lo 0,9% per infrastrutture ed il 6,2% per operazioni, ricerca e manutenzione.

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