Corruzione e adulterio, arrestato Ling Jihua, braccio destro di Hu Jintao


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Sette mesi d’indagine interna e poi, puntuale, arriva l’incriminazione. Ling Jihua, già braccio destro dell’ex presidente Hu Jintao, è colpevole – secondo il Politburo del Partito Comunista Cinese – di corruzione e adulterio. Ling è stato così arrestato e l’incartamento passato ai magistrati competenti in vista del processo. Che possa farla franca appare però quasi impossibile. L’ex intoccabile è infatti l’ultima ‘vittima’ della guerra alla corruzione decretata dal successore di Hu, Xi Jinping. Campagna che, secondo diversi critici, serve tanto a sradicare possibili minacce alla sua predominanza politica quanto a ristabilire la fiducia dei cinesi nel partito comunista. Solo lo scorso mese, ad esempio, il 72enne Zhou Yongkang, ex capo della sicurezza interna, è stato condannato all’ergastolo dopo un processo a porte chiuse. L’anno passato era stata invece la volta dell’alto funzionario Liu Tienan, incarcerato a vita per aver accettato milioni di dollari in mazzette. Con Ling Jihua, ad ogni modo, l’intensità della campagna di Xi Jinping raggiunge nuove vette: in passato Ling ha infatti ricoperto una carica paragonabile a quella del potentissimo capo di gabinetto della Casa Bianca e che nell’ordinamento italiano ha aspetti simili sia al segretario generale della presidenza della Repubblica sia, soprattutto, a quella del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Un vero ‘demiurgo’ della politica cinese, insomma. Un astro nascente che sembrava destinato a un posto nel Politburo – il sancta sanctorum del potere del Dragone – ma che invece fu ‘declassato’ a capo del dipartimento del lavoro dopo che suo figlio perse la vita in un incidente d’auto nelle strade di Pechino. Dalle lamiere contorte della vettura – una Ferrari, niente meno – spuntarono anche due ragazze seminude e Ling fu accusato di aver tramato per insabbiare lo scandalo. Così per Ling scatta l’inizio della fine. Stando all’agenzia cinese Xinhua, Ling è oggi ritenuto colpevole di aver riscosso mazzette, personalmente o attraverso i suoi familiari, pari a ingenti somme di denaro e di aver raccolto una gran mole di segreti di Stato e del partito violando le regole e il codice di condotta – oltre che aver favorito l’impresa della moglie e usato il suo potere per avere numerosi rapporti sessuali. Quella di adulterio è un’accusa classica per gli alti papaveri del partito comunista, che dall’alto della loro carica dovrebbero essere di esempio morale per i loro concittadini. «Ling – recita il comunicato pubblicato dalla Xinhua – si è del tutto distaccato dalla natura e dallo scopo del Partito comunista cinese, ha violato seriamente la sua disciplina e ne ha compromesso gravemente l’immagine, causando grave malessere sociale». Affermazioni che sanno già di sentenza.

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