La Carinzia sull’orlo del cracOra si affida al guru di Tsipiras


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Il land austriaco che fu di Jorg Haider travolto dal crac della Hypo bank: ha debiti per 10,2 miliardi. Ora per trattare con i creditori si affida all’esperto di Syriza

di Claudio Del Frate

C’è una piccola Grecia anche nel cuore dell’Europa baciata dalla «tripla A» dei mercati finanziari; una regione costretta a tagli disperati al bilancio per evitare il default là dove meno te l’aspetti. Siamo in Carinzia, balzata pochi anni fa alla ribalta internazionale per l’elezione del leader ultranazionalista Jorg Haider. Schiacciata da una mole di debiti pari a 10,2 miliardi di euro e costretta a mosse disperate, la piccola Grecia austriaca pare intenzionata a seguire in tutto e per tutto le tracce di Atene e ha ingaggiato come consulente uno dei «guru» di Syriza, l’esperto della banca d’affari francese Lazard, Mathieu Pigasse.

Il declassamento di Moody’s

Non se ne abbiano a male i tifosi nostalgici della Roma o del Foggia, ma la scelta appare simile a quella di una squadra sull’orlo della retrocessione che affida la panchina a uno spericolato come Zdenek Zeman. E in effetti le perplessità non sono mancate, a partire dalla cifra di 10 milioni di euro stanziata dal land carinziano per la consulenza. Ma il governo regionale è davvero con le spalle al muro. L’agenzia di rating Moody’s ha retrocesso ad aprile in un colpo solo la Carinzia di quattro categorie, passandola da A2 a Baa3. Il che ha significato per il governo di Klagenfurt, capoluogo della regione al confine con il Nordest italiano, una quasi totale chiusura al credito. L’unica arma a disposizione rimane la forbice per i tagli al bilancio. È già sparito il bonus bebè di 500 euro, destinato solo a madri di nazionalità austriaca, uno dei vanti dell’amministrazione Haider, sono state soppresse spese sanitarie per decine di milioni di euro, non vengono più effettuate manutenzioni stradali e per ragioni di sicurezza sono stati pochi giorni fa chiusi anche alcuni sentieri di montagna. Il che per una regione che vive di turismo è un colpo durissimo.

Le garanzie (a metà) di Vienna

I guai della Carinzia hanno un’origine recente: proprio il governo Haider decise di farsi garante di 10,2 miliardi di obbligazioni emessi dall’istituto di credito regionale Hypo bank. Quando quest’ultimo ha fatto crac, i creditori si sono fatti avanti con le autorità di Klagenfurt chiedendo la restituzione di una cifra di fatto insostenibile per una piccola regione. A ciò si aggiunga che per via della spesa pubblica «di manica larga» la Carinzia aveva già di suo un debito d 3,2 miliardi di euro a fronte di un bilancio di appena 2,2 miliardi. Al piccolo land alpino non è toccato che intavolare una trattativa con il governo centrale di Vienna. Pochi giorni fa il ministro delle finanze Hans Jorg Schilling ha assicurato che la Carinzia non farà default ma al tempo stesso ha fatto capire che Vienna non intende sostenere la «voragine» creata della Hypo bank.

Un banchiere, ma «di sinistra»

La situazione adesso è in stallo: la Carinzia ha ottenuto una moratoria sui debiti della banca che scadrà a maggio del 2016 ma nel frattempo deve mandare avanti la gestione ordinaria di governo e lì l’unica strada percorribile è quella del taglio delle spese e degli investimenti. Per la maxi cambiale in scadenza da 10,2 miliardi si vedrà, si profila una trattativa serratissima con creditori e governo di Vienna ed è per questo motivo che Klagenfurt hanno chiesto soccorso a Mathieu Pigasse, banchiere ed esperto considerato «di sinistra» che già ha assistito il premier greco Alexis Tsipras nel braccio di ferro con l’Unione Europea. È un declino sorprendente, quello che ha travolto la Carinzia, vuoi per la posizione geopolitica di cui gode, vuoi per l’immagine di efficienza e rigore asburgici che le aveva consegnato (fallacemente, viene da dire ora) Jorg Haider. Contro gli eredi del defunto, tra l’altro vuole rivalersi proprio l’amministrazione carinziana dopo che un’inchiesta della magistratura ha evidenziato «post mortem» un suo coinvolgimento nel pagamento di una tangente proprio legata agli affari della Hypo bank. E pensare che fino a pochi anni fa le aziende del Triveneto facevano la fila per delocalizzare le loro attività proprio nella Carinzia felix.

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