Migranti, la Ue verso l’accordo: “Sì alle quote di accoglienza”


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Migranti, la Ue verso l'accordo: "Sì alle quote di accoglienza"Germania e Francia disposte a dare ospitalità a 21 mila rifugiati. Ma al largo della Libia altre 12 vittime

di GIAMPAOLO CADALANU

LA STRADA verso un accordo completo sull’immigrazione ancora non è conclusa, ma è aperta: al vertice informale di Lussemburgo i ministri degli Interni hanno concordato un primo “via libera” alla redistribuzione dei profughi sui paesi dell’Unione, rinviando però l’accordo definitivo al un nuovo incontro, previsto per il 20 luglio.

Che l’emergenza sia conclamata non lo dimostrano solo gli allarmi dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati  –  che anche ieri ha chiesto “una risposta forte dall’Europa”  –  o le grida d’aiuto delle Organizzazioni non governative: lo dimostra prima di tutto la cronaca, con lo stillicidio di tragedie del mare.

Anche ieri i mezzi della Guardia costiera sono intervenuti in soccorso di quattro gommoni, uno dei quali semi affondato, 40 miglia a nord della costa libica. I militari italiani sono riusciti a portare in salvo 393 persone, ma hanno contato almeno dodici vittime. Un altro gommone è stato intercettato dalle motovedette a poca distanza da Lampedusa: a bordo c’erano 106 migranti, che sono stati portati in salvo.

Per i primi soccorsi il ruolo della Marina è insostituibile, anche Amnesty International sottolinea che “le operazioni di ricerca e soccorso stanno salvando migliaia di vite” e parla di “marcata diminuzione del numero dei morti in mare”. Ma su quello che succede “dopo” serve un’intesa globale europea. Germania e Francia danno l’esempio: Berlino ha accettato di accogliere 12100 fra rifugiati e richiedenti asilo, compresi novemila oggi ospiti delle strutture italiane o greche. Anche Parigi ha aperto le sue porte e accoglierà circa novemila persone, fra cui 6752 già presenti in Italia o Grecia.

Gli altri Paesi, invece, per ora non hanno comunicato la loro disponibilità, ma il percorso è avviato. Anzi, a sentire il ministro lussemburghese degli Esteri e dell’Immigrazione Jean Asselborn, che presiedeva la riunione, “siamo vicini all’obiettivo” e il 20 luglio “saranno necessarie solo due o tre ore” per definire gli ultimi dettagli dell’accordo finale. Per i reinsediamenti, sottolinea Asselborn “c’è un’eccedenza di offerte”. In più l’Unione ha incassato anche la disponibilità di tre Paesi extra-Ue: Svizzera, Liechtestein e Norvegia, che hanno espresso l’intenzione di dare una mano. Soddisfatto anche Angelino Alfano: il ministro italiano ha parlato di “prima prova di un principio di solidarietà europea”, definendo quello di ieri “un passo avanti significativo”, in vista anche di un meccanismo di emergenza permanente per il ricollocamento dei profughi.

Prima dell’accordo totale, però, l’Ue dovrà vincere le perplessità di Paesi come Spagna e Austria, che al vertice di Lussemburgo hanno “frenato” e per ora non hanno comunicato quanti rifugiati sono disposte ad accogliere. Ancora più dura è la posizione della Slovacchia, che si è espressa apertamente contro il sistema dell’accoglienza su base volontaria.

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