Mozambico, l’agricoltura familiare si fa in cooperativa e sfama tremila persone


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“Pemba verde”, nel progetto di Oikos “Dal seme al piatto”, riunisce circa trecento agricoltrici per una produzione sostenibile di mais e ortaggi

ANTONELLA MARIOTTI
 Dall’8 luglio per dieci giorni seguiremo il progetto «Dal seme al piatto» dell’associazione Oikos. Il progetto si sviluppa nel distretto di Cabo Delgado, la provincia più a nord del Mozambico, al confine con la Tanzania e l’Oceano Indiano.

Qui la popolazione vive soprattutto di agricoltura di sussistenza, una micro agricoltura che permette alla famiglia che coltiva e a pochi altri di sopravvivere con i prodotti dei campi. Le colture sono principalmente mais, cassava, sorgo, riso, fagioli e pomodori, che spesso vengono coltivati con tecniche inadeguate e senza il supporto di mezzi meccanici. L’economia del Mozambico (grande 4,5 volte l’Italia e con solo 20 milioni di abitanti) trova nell’agricoltura il suo principale asse portante, il settore rappresenta un terzo del prodotto interno lordo, ma nonostante lo sviluppo di questi ultimi anni il reddito pro-capite resta uno dei più bassi al mondo.

Nella regione della provincia di Cabo Delgado l’assenza di istituti di credito limita lo sviluppo e le opportunità di lavoro sono ridotte, la diffusione di abitudini alimentari poco sane (come il consumo di cibo spazzatura) contribuisce alla perdita delle tradizioni culinarie e provoca danni non solo alla salute, ma anche all’economia locale.

Obiettivo del progetto di Oikos è promuovere, nella provincia di Cabo Delgado, la sicurezza alimentare e la produzione di alimenti sani e nutrienti, valorizzando le varietà locali e aiutando i contadini, quasi tutte donne, ad adottare tecniche agronomiche nuove e che garantiscano una buona produzione, nelle zone urbane e periurbane.

Dopo la guerra civile e la distruzione il Mozambico dal 1992 vive una stagione di rinascita. Maputo sembra diventato un territorio ambito da multinazionali e uomini d’affari e il governo annuncia riforme a favore della trasparenza. L’economia è ancora basata essenzialmente sull’agricoltura, la pesca e sul turismo eco-sostenibile e così il paese si posiziona tra le nuove potenze del Continente africano. Nonostante questo però circa 10 milioni di mozambicani continuano a vivere al di sotto della soglia di povertà.

L’associazione Oikos si è impegnata negli anni a rendere più efficiente e sostenibile l’intera filiera degli alimenti di origine vegetale, che rappresentano una delle risorse fondamentali per combattere la fame – dall’approvvigionamento alla commercializzazione dei prodotti, al consumo degli alimenti – collabora con gli agricoltori locali per istituire «Pemba Verde».

«Pemba verde» è un’impresa sociale che coniuga sicurezza alimentare, valorizzazione della cultura alimentare locale e tutela dell’agro-biodiversità per fornire assistenza tecnica alle 25 associazioni locali di produttori di cereali, tuberose, ortaggi, sementi e piante aromatiche nel Distretto di Pemba-Metuge, e favorire l’accesso dei consumatori a prodotti orticoli di qualità.

In Pemba Verde le donne sono la maggioranza, quelle coinvolte sono 227 su un totale di 465 beneficiari del progetto, se poi si considerano tutti i famigliari degli agricoltori, i benefici diretti dell’impresa sociale raggiungeranno circa 2700 persone.

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