Francia: obiettivo 100 milioni di turisti


Fonte
Di Simone Cosimi
Il piano del ministro degli Esteri Fabius per incrementare i flussi di turisti esteri nel Paese già in vetta al ranking mondiale con 85 milioni di arrivi annui. Investimenti… anche sulla cortesia

Secondo la classifica stilata ogni anno dall’Organizzazione mondiale del turismo, una branca delle Nazioni Unite, è il Paese più visitato del mondo. Evidentemente alla Francia il titolo non basta. Non si spiegherebbe altrimenti l’annuncio di ieri del ministro degli Esteri Laurent Fabius, che gestisce anche la delega al turismo: la creazione di un fondo dedicato proprio agli investimenti nel settore e “dotato di centinaia di milioni di euro”. I francesi sono, come detto, già al vertice con 84,7 milioni di turisti raccolti nel 2014 ma vogliono consolidare l’attrattiva nei confronti dei visitatori da ogni parte del mondo. Così, invece di adagiarsi sugli allori, attaccano: l’esatto contrario della remissiva strada italiana fatta di enti di promozione che falliscono, rendita di posizione e zero strategie per il futuro. Nonostante l’Expo.

Gli stanziamenti del governo francese, individuati insieme all’equivalente transalpino della Cassa depositi e prestiti, alla Banca pubblica degli investimenti e ad altri organismi finanziari istituzionali, dovrà dare una mano ai professionisti del settore per migliorare l’offerta. L’obiettivo è dunque fare un ulteriore salto di qualità dell’accoglienza, che gli stessi promotori del progetto non ha esitato a riconoscere troppo spesso rude, burbera, in particolare per gli albergatori. Non solo in termini di strutture ma anche di trattamento complessivo. “La Francia è la prima destinazione mondiale – ha commentato Fabius – ma quanto ad accoglienza non siamo straordinari”. L’indice di soddisfazione è infatti in chiaroscuro e l’amministrazione è convinta che sia necessario puntare proprio su quel fronte. La palla passa ora al Consiglio di promozione del turismo che dovrà gestire quella quarantina di proposte concrete, rivelate nelle scorse ore, e raggiungere questi ulteriori traguardi. Il principale è significativo: toccare i 100 milioni di turisti entro il 2020.

“Bisogna formare le persone – ha detto il ministro – che siano in grado di parlare più lingue. Poi occorre una grande campagna televisiva e anche predisporre un meccanismo per cui quando i turisti giungono in aeroporto siano ben accolti. Inoltre, molti alberghi stanno invecchiando e, specie nei territori legati all’enologia, non ci sono abbastanza strutture di buona qualità”. Un discorso impressionante se si paragona al largo vantaggio rispetto ai Paesi che seguono la Francia: gli Stati Uniti si piazzano al secondo posto con 69,8 milioni di visite annuali (anche se in materia di ricavi scalzano abbondantemente il Paese dello champagne a causa delle più lunghe permanenze dei suoi ospiti e in qualche modo della loro maggiore propensione alla spesa, ma anche su questo Fabius ha promesso di lavorare), la Spagna chiude il podio a quasi 61.

E l’Italia? Come sempre, nonostante il più alto numero di siti Unesco (50 su un migliaio abbondante) e un patrimonio inestimabile, arrivano dati piuttosto grigi: siamo al quinto posto con 47,7 milioni di visitatori: un risultato ancor più scoraggiante se si scorrono le classifiche storiche, per scoprire che negli anni Ottanta, in qualche caso sopravanzato dalla Spagna, il Belpaese guidava questa particolare classifica. Ma il punto è che, anche numericamente parlando, ci siamo letteralmente fermati e gli ospiti stranieri attuali sono appena più della metà rispetto a coloro che scelgono una vacanza dai cugini parigini. Davanti a noi anche la Cina con 55,7 milioni di arrivi. Chiudono la top ten Turchia, Germania, Regno Unito, Russia e Thailandia che muovono fra i 38 e i 26 milioni di visitatori.

Le responsabilità sullo smottamento italiano sono diffuse, vanno dal sistema d’accoglienza allo stato di abbandono di molti siti d’interesse, dal sistema del trasporto pubblico fino ai prezzi, al decoro delle grandi città e alla comunicazione. “L’insieme del comparto turistico deve crescere in termini numerici” ha invece rilanciato il transalpino Fabius, scagliandosi anche contro le piattaforme online come Expedia e Booking, il più delle volte statunitensi, che trattengono commissioni dalle prenotazioni di camere sul territorio francese. Anche quell’aspetto, a suo avviso, va risolto.
(12 giugno 2015)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: