Se la Svezia affida il suo sogno al Ministero del Futuro


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Una donna alla guida, giovani collaboratori poliglotti, e una azione che si sviluppa ovunque: da come progettare la vita a come diventare più moderni e solidali, a che direzione prendere nei progetti industriali. E tutti li stanno a sentire, dal governo alle grandi industrie nazionali

dal nostro inviato ANDREA TARQUINI

STOCCOLMA  –  Il binario 9 e ¾ esiste davvero, ma se non ti ci portano o non ti dicono come arrivarci non lo scopri. Esiste, e ti porta in una dimensione da Ministero della Magìa di Harry Potter. Ministero onnipotente e incontrastabile, ma anche per il bene dei babbani. Venite a vedere. Entriamo a Rosenbad, il palazzo barocco del governo svedese nel centro di Stoccolma, tra Opera, Parlamento e Palazzo reale. Se passeggi là e ammiri lo splendore della “Londra del Grande Nord”, non puoi immaginarlo. Saliamo al secondo piano, ed ecco il regno esclusivo di Kristina Persson. Potentissima come Rufus Scrimgeour o Kingsley Shacklebolt, ma non cattiva, né contro i ‘muggles’ (babbani) né contro altri, ma quelle sue stanze segrete, come il Ministry of Magic nei libri del maghetto, contano quanto il numero 10 di Downing Street. O nel caso concreto, quanto i poteri di Stefan Loefvén, il discreto premier socialista.”La mia missione è il futuro”, dice lei ogni volta, e fa sul serio. Lei in persona, e i suoi ispettori, dal fido Goesta Brunnander a Pezhman Fivrin, bel giovane poliglotta d’antiche origini persiane, sono ovunque: controllano come si progetta e ripensa la vita, dettano legge su come si resta o si diventa insieme sempre più moderni e solidali, come vincere con Saggezza e Bene.

Non pensate a Dolores Umbridge, l’inquisitrice contro Hogwarts, né ad altri antieroi: varcata la colonna-parete del binario 9 e ¾ di Stoccolma, non incontri cattivi. Però sono perfezionisti implacabili, per il bene di maghi maghetti e babbani. In quelle stanze discrete e celate di Rosenbad, progettano il futuro: da politici di professione sono diventati illuministi del nostro tempo, cercano ogni giorno non più voti bensì di migliorare l’Avvenire. Siamo in quella che Margot Wallstroem, altra ‘supermaga’ (ministro degli esteri e ‘uomo forte’ della situazione) definisce ‘la superpotenza con un cuore’. Magari ti fa aspettare qualche minuto, la “maga” Kristina: “Scusi, ho appena parlato del futuro col numero uno della Volvo e coi sindacati”. Pensare a come vivremo, a quali errori non dovremo commettere, indurre tutti a parlare con lei, concertazione reinventata ogni giorno, su come organizzare il Bene nel domani, ecco la sua missione. La prende sul serio, e il governo la ascolta.

Non è facile, neanche per i felici, sempre sorridenti babbani del Regno: persino quassù c’è un Voldermort che minaccia, è Putin con i suoi sottomarini e bombardieri atomici che si affacciano minacciosi ogni giorno. E allora, il ministero della magìa, pardon del futuro, nel mitico regno delle tre corone, ha escogitato l’idea come con un colpo di bacchetta. Immersi sott’acqua da pacifisti e marinai reali, schermi luminosi proiettano su sensori radar e sonar degli U-Boot intrusi l’immagine luccicante d’un marinaio gay, con la scritta in russo e inglese: “Benvenuti da noi in Svezia, qui siamo liberi d’essere omosessuali, unitevi a noi”. Funziona come un ‘patronus’ o un’altra formula lanciata da Harry Potter o Hermione Granger contro i Dissennatori: il Lord Voldermort di Mosca ha proibito persino di parlare di omosessualità, figuratevi la paura dell’operatore al sonar e poi del capitano del sub colla stella rossa sulla torretta a riferire ai superiori di quell’immagine sconcia.

Voldermort è sempre presente, minaccioso, là nel fiabesco palazzo Rosenbad oltre il binario 9 e ¾. Pochi uffici ma tanti computer, cervelli e intuiti dei ‘maghettì di Kristina sempre accesi. Per il futuro va pensato tutto, contro ogni attacco del lato oscuro: e allora le stazioni della Tunnelbana, la metro locale, sono profondissime. Se Voldermort un giorno lanciasse le sue atomiche, saranno rifugio per maghetti e babbani del regno. Ma non finisce qui. “Il mondo cambia, muta ogni momento e non ci aspetta, dobbiamo ripensare il nostro modo di vivere ogni giorno”, è il motto di Kristina. Aiutare i babbani, vuol dire convincerli a ripensare il welfare, a negoziare i loro rapporti (nel lavoro e nella vita) ogni giorno. Ispettori lanciati in missione ovunque, parlano con padroni e dipendenti, e con i tanti stranieri in fuga da terre disperate che il regno accoglie e cerca d’integrare. E poi è venale, il mondo dei babbani: devi vendere, esportare, per vivere meglio. Ma secondo i tuoi valori. Allora rieccolo, il Ministero della magìa, pardon del futuro (Ministeriet foer strategi-och framtidsfragor nella magica lingua locale): ispira ogni ripensamento, da Volvo che lancia sul mercato suv modernissimi comodi e potenti ma non inquinanti e apre una fabbrica in Usa ma con diritti sindacali svedesi, alla vendita delle migliori ‘bacchette magiche’del regno contro il signore delle tenebre. Saab 39 Gripen, si chiama la bacchetta magica supersonica, lo vogliono tutti, brasiliani e cèchi, sudafricani e thai, “ma è solo per le democrazie”, impongono i valori del governo visibile e del Ministero del Futuro. “Perché come conviviamo con fiducia reciproca, dobbiamo essere degni di fiducia nel mondo”. O ancora: sulle spese per istruire i giovani, dall’asilo alle università di livello angloamericano, o sulla ricerca scientifica, non si risparmia una sola corona,  priorità del Futuro pensato dietro il binario 9 e ¾ di Rosenbad. Senza dogmi: “Se un’idea è buona, etica, pulita, efficace, adottiamola”, dicono gli economisti ribelli ascoltati come consiglieri. Idea sempre buona, dice il Ministero del Futuro, è anche sovvenzionare editoria musica rock  startups e cultura giovanile, parte della vita. O avere un governo ufficiale  –  quello a Rosenbad alla soglia del binario 9 e ¾ – dove dieci sono le donne e 4 i figli di migranti.

Crescita quasi al 3 per cento, occupazione e nascite sempre in aumento, aziende internettiane ai vertici mondiali, gente che nelle strade ti sorride ovunque, e ti dà sempre del tu perché qui il ‘lei’ è in disuso, come espressione di distanza diffidente. E’ cambiata da tempo anche la lingua, nel paese che il Ministero del Futuro ispira. Lo fa anche con leggi per difenderti dai tuoi difetti: se una coppia di qualsiasi tipo ha o adotta un figlio, ciascuno ne è responsabile al 50 per cento anche se poi si lasciano. Quindi addio paura di restare ragazze madri povere e sole. Oppure, prostituzione vietata, ma punendo i clienti che comprano sesso, non la donna che lo vende per bisogno di soldi. Certo, è solo un esperimento, come ogni magìa, quello del paese del Ministero del futuro. Ma forse se fosse imitato vivrebbero meno peggio i babbani di tutto il mondo.

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