Cina-Usa, Pechino a Kerry: “Irremovibili” su isole contese nel mar Cinese meridionale


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Difficile visita a Pechino del segretario di Stato Usa. Contrasti sulla “Grande Muraglia di sabbia”, l’allargamento artificiale degli atolli rivendicati dalla Cina. Il presidente Xi Jinping annuncia l’aumento delle testate nucleare sui missili balistici

 

La Cina è “irremovibile” nella protezione dei propri interessi nei mari. E’ questo il messaggio che Pechino ha subito fatto arrivare al segretario di Stato Usa John Kerry, nel corso della sua visita ufficiale in Cina, dopo giorni di polemiche tra Pechino e Washington sulle dispute in corso tra la Cina e altri Paesi della regione per la sovranità su isole e atolli nel Mare Cinese Meridionale e Orientale, dove Pechino sta realizzando quella che Washington definisce la “Grande Muraglia di sabbia”, ovvero l’allargamento artificiale della superficie di alcune isole contese.

La conferenza stampa congiunta tra i due ministri degli Esteri cinese e statunitense non è stata una passeggiata. Kerry ha espresso chiaramente preoccupazione per le rivendicazioni di Pechino sull’arcipelago artificiale delle Spratly Island, e ha invitato il collega cinese a disinnescare la situazione di tensione che si sta creando con i Paesi asiatici dell’area alleati degli Stati Uniti: dal Vietnam alle Filippine e allo stesso Giappone.

Ma le parole di Kerry sono state respinte dal ministro cinese. Un muro contro muro insomma, con Kerry che si è rifiutato di rispondere a chi gli chiedeva se gli Usa sono pronti a inviare navi e aerei da guerra entro le 12 miglia nautiche delle Spratly Island come contromisura.

Cina-Usa, Pechino a Kerry: "Irremovibili" su isole contese nel mar Cinese meridionale

Da Pechino arriva poi la notizia di un’altra mossa aggressiva decisa dalla leadership cinese: il potenziamento dei suoi missili balistici intercontinentali (Icbm), in grado di colpire anche l’America. Il presidente Xi Jinping ha ordinato di aumentare il numero di testate atomiche trasportate da ogni vettore, finora limitata ad un ordigno per ogni missile. “Un mossa – scrive il New York Times – che secondo gli analisti è stata progettata a tavolino per contrastare il piano Usa di schierare un sistema di difesa antimissile più robusto nel Pacifico” come quello che si sta realizzando in Europa.

Pechino ha da anni la tecnologia per miniaturizzare le testate atomiche per farne entrare più di una nell’ogiva dei suoi missili Icbm, quindi la scelta di fare ora questo passo è una chiara mossa politica. La scelta di Xi rientra nel quadro più complessivo di trasformare la Cina, già seconda potenza economica mondiale, anche in una superpotenza militare. Da quì l’aumento del bilancio della Difesa di oltre il 10% (143 miliardi di dollari, secondo solo alle spese Usa per le forze armate) .

La visita di Kerry in Cina arriva a pochi mesi dalla visita di Xi Jinping negli Usa, prevista per settembre prossimo, dove sarà ricevuto alla Casa Bianca dal presidente Obama, e in preparazione della riunione annuale del Dialogo Economico e Strategico tra Cina e Usa, che si terrà a Washington il mese prossimo.

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