Il budget di Obama da 4mila miliardi per il 2016: aiuti alla classe media


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Il bilancio degli Usa in arrivo al Congresso, dove troverà la forte resistenza dell’ala repubblicana. Cresce il bilancio della difesa, anche per quanto riguarda le spese informatche per proteggersi dagli hacker. La crescita di quest’anno vista al 3,1%, l’inflazione all’1,4%.

MILANO – La proposta di bilancio per l’anno fiscale 2016 del presidente degli Usa, Barack Obama, punta per molti versi a un svolta: ammonta a 3.990 miliardi di dollari, con misure per aiutare la classe media, finanziate però da maggiori tasse sulle corporation e sui ricchi. Il budget prevede un deficit da 474 miliardi di dollari, ossia il 2,5% del Pil. Lo riferiscono funzionari dell’amministrazione in attesa della presentazione ufficiale. Tra gli aspetti rilevanti, anche il fatto che non ci siano i tetti alla spesa previsti dalle ‘sequestration’ – lo stop automatico alle uscite quando si raggiunge il tetto di indebitamento -, compensati con le riforme dei sistemi sanitari e la lotta all’evasione.

La proposta mette in prima fila le promesse avanzate nel discorso sullo stato dell’Unione, ma potrebbe trovare l’opposizione dell’ala repubblicana. Secondo la proposta di Obama, il deficit si dovrebbe ridurre di 1.800 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, grazie a riforme della sanità, delle tasse e dell’immigrazione. Previsto anche un calo della disoccupazione, che nel 2015 secondo l’amministrazione scenderà al 5,4%, dall’attuale 5,6%. Per quanto riguarda la crescita del Pil, si parla del 3,1% nel 2015, con un’inflazione all’1,4%.

La proposta di Obama avanza anche la possibilità di un aumento del 6% nella ricerca e nello sviluppo, e di un controverso consolidamento delle agenzie governative Usa. La proposta di bilancio inoltre mette da parte 14 miliardi di dollari per rafforzare le difesa Usa dagli attacchi informatici. Quindi, come anticipato nei giorni scorsi, propone un aumento delle spese domestiche e militari, con l’obiettivo di mettere fine al cosiddetto ‘sequester’, ossia i tagli automatici e lineari alle spese federali. In particolare la proposta prevede un aumento del 7% rispetto al limite in vigore attualmente. Obama avanza poi la proposta di una tassa una tantum sulle aziende, il 14% su quelle come General Electric e Microsoft che hanno realizzato profitti all’estero (per una stima totale di 2.100 miliardi di dollari), il 19% sui futuri guadagni all’estero delle aziende Usa.

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