GAZA – Non si placa la tensione a Gaza: un piccolo ospedale situato nella zona centrale della città è stato colpito da un razzo israeliano e sul posto ci sono almeno 4 morti e 16 feriti. Il portavoce dei servizi d’urgenza palestinesi, Ashraf al Qudra, ha precisato che è stato colpito il terzo piano dell’ospedale dei Martiri di al Aqsa a Deir al Balah. Dodici i colpi d’artiglieria caduti sulla clinica, che hanno colpito l’edificio amministrativo, la terapia intensiva e il dipartimento di chirurgia. I video della stazione televisiva al-Aqsa di Hamas hanno mostrato i feriti trasportati su barelle. Nel pomeriggio i servizi d’emergenza locali hanno riferito che altri otto palestinesi, tra cui 4 bambini, sono rimasti uccisi oggi in un bombardamento israeliano nel centro di Gaza City. In tutto sono 36 i palestinesi uccisi oggi.

Secondo la tv Canale 10 sette militari israeliani sono morti oggi: quattro sono caduti nel Neghev occidentale e tre a Gaza.

Ieri il fumo dei bombardamenti ha oscurato il sole nella giornata di guerra più sanguinosa dall’inizio dell’offensiva israeliana. Raso al suolo Sajaya, un intero quartiere di Gaza City. Oltre centoventi morti in un giorno, 17 bambini. Dopo 14 giorni l’operazione “Protective Edge” (Margine protettivo) ha fatto finora più di 500 morti e 3.150 feriti, ha riferito il ministro della Sanità di Gaza. Ieri uccisi anche 13 soldati israeliani (18 le vittime di Israele in totale). Tra questi due soldati israelo-americani: il californiano Max Steinberg e il texano Nissim Sean Carmeli. Hamas ha annunciato la cattura di un soldato israeliano, ma l’ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite ha smentito la notizia, l’esercito ha detto che sta controllando.


Ban ki-Moon al Cairo.
 Il segretario generale delle nazioni unite, Ban ki-Moon, è intanto arrivato al Cairo per ottenere un cessate il fuoco per la Striscia di Gaza. Il segretario generale dell’Onu dovrà incontrare il capo della diplomazia egiziana, Sameh Choukri, e il segretario di Stato americano John Kerry.

Nuove esplosioni. Risuonano le sirene d’allarme a Tel Aviv e si sono udite quattro forti esplosioni, probabilmente dovute all’intercettamento dei razzi sparati da Gaza da parte del sistema di difesa aerea israeliano Iron Dome. Il lancio è stato rivendicato da Hamas che ha detto di aver lanciato quattro razzi M75, quelli a lunga gittata.

Foto dei lanci. Il portavoce militare israeliano ha pubblicato oggi fotografie aeree che documenterebbero il lancio di razzi palestinesi dalle immediate vicinanze della Moschea Abu Yan (8 luglio),  dell’ospedale Wafa (14 luglio), di un campo da giochi per bambini (14 luglio) e anche del cimitero al-Tuffah (13 luglio).

Riunione emergenza Consiglio Onu Diritti Umani. Data la gravità della situazione, il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite terrà una riunione d’emergenza mercoledì sull’offensiva israeliana a Gaza. La riunione è stata convocata su sollecitazione di Egitto, Palestina e Paesi islamici. La richiesta egiziana, fatta a nome del gruppo di Paesi arabi, è stata sostenuto dal numero minimo richiesto di componenti del forum (16 su 47), tra i quali Cina, Russia e Arabia Saudita.

A Rafah, sterminata famiglia con 7 bimbi. Almeno nove palestinesi, tra i quali sette bambini, sarebbero rimasti uccisi stamattina in un raid aereo israeliano a Rafah, nel sud della striscia di Gaza. Le vittime appartenevano tutte alla stessa famiglia, che risiedeva nella casa colpita dall’attacco.


Squadra palestinese infiltrata via tunnel. 
Dieci guerriglieri palestinesi sono stati uccisi dalle bombe all’uscita da un tunnel attraverso il quale stavano cercando di entrare in Israele del sud. Un’operazione indicativa del tipo di pericolo che Israele dichiara di voler debellare con l’operazione avviata in questi giorni. “Non volevamo iniziare questa guerra, ma siamo stati forzati, costretti a fare attacchi perché non ci sono state condizioni accettabili”, ha detto l’ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon. “Stiamo cercando di colpire due elementi di Hamas, i tunnel e i missili. Proprio stamattina abbiamo scoperto 10 nuovi tunnel”. Finora le truppe israeliane hanno individuato 45 tunnel nella Striscia di Gaza, alcuni dei quali scavati all’interno di abitazioni e moschee.

Ucciso a Gaza giocatore nazionale pallanuoto Israele. Bar Rahav, nazionale israeliano di pallanuoto, è stato ucciso durante i combattimenti in corso nella striscia di Gaza. Ne dà notizia la Federnuoto italiana in una nota. Il 21enne pallanotista che stava seguendo l’addestramento per diventare un ufficiale del genio militare israeliano – è stato colpito insieme al suo contingente da un missile sparato da un autocarro nella regione palestinese di Ramat Yishai. Rahav aveva frequentato il liceo presso il Moshav di Nahalal ed era il capitano del Kiryat Tiv’on – squadra con sede nel distretto di Haifa – con cui aveva vinto il campionato nazionale e guadagnato la convocazione nella nazionale di pallanuoto israeliana. Avrebbe potuto essere esentato dal prestare servizio nel genio militare israeliano per meriti sportivi, ma ha scelto di arruolarsi. Bar Rahav sarò sepolto a Kiryat Tiv’on con i gradi di sottotenente.

Chiesto “cessate il fuoco immediato”. Su richiesta della Giordania si sono riuniti a New York i 15 rappresentanti dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che dopo due ore di discussione ha espresso la sua “grave preoccupazione davanti al numero crescente delle vittime” del conflitto a Gaza, reiterando il suo appello per una “fine immediata delle ostilità”.  I 15 chiedono un “ritorno all’accordo di cessate il fuoco del novembre 2012” tra Israele e Hamas. Anche il presidente americano Obama ha telefonato al premier israeliano  per chiedere un “immediato cessate il fuoco”. Sulla stessa lunghezza d’onda Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni unite, che ha sottolineato come “troppi innocenti stanno morendo”. Anche l’Italia insiste perché si fermi la violenza: “Stiamo insistendo perché si arrivi a un cessate il fuoco almeno umanitario nelle prossime ore”, ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini alla Farnesina. “C’è una proposta sul tavolo che prevede il cessate il fuoco immediato e l’apertura contestuale di negoziati, con elementi di immediata risposta alla crisi umanitaria, e la comunità tutta deve spingere in questa direzione”, ha aggiunto.

Obama: “Molto preoccupati”. Il segretario di Stato americano John Kerry arriva in Medio Oriente nella speranza di ottenere un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il Cairo prima tappa del capo della diplomazia di Washington, martedì è atteso in Israele. Alla vigilia della missione, Kerry ha attaccato duramente Hamas per aver rotto la tregua. Hamas rifiuta “ostinatamente” un cessate il fuoco con Israele. “È stato loro proposto un cessate il fuoco e l’hanno respinto”, ha dichiarato Kerry intervenendo alla televisione americana. In un fuorionda si è però lasciato andare a un commento sulla “dannata operazione chirurgica” israeliana. Obama, al telefono con Netanyahu (la seconda chiamata in due giorni), ha espresso “preoccupazione” per il crescente numero di vittime. Il presidente Usa ha riferito al premier israeliano che gli Stati Uniti auspicano “un immediato cessate il fuoco” tra Israele e Hamas, basato sull’accordo che pose fine alle ostilità nel novembre 2012. E nel discorso dalla Casa Bianca, Obama ha ribadito che gli Usa sono
“preoccupati” per il crescente numero di vittime palestinesi a Gaza per l’offensiva di Israele e ha sottolineato che “non vogliamo più vedere civili uccisi”, per questo serve la fine delle ostilità. “La comunità internazionale deve ora concentrarsi su un cessate il fuoco per fermare i combattimenti nella Striscia di Gaza”, ha detto. Poi ha aggiunto: “Israele ha diritto di difendersi dai missili e come risultato di questa operazione ha già danneggiato Hamas in modo significativo”.

Netanyahu: “Completeremo la missione”. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu accusa Hamas di usare gli scudi umani: “Hamas usa i civili per proteggere i suoi missili, come scudi umani. Israele usa i missili per proteggere i civili”. Quelli di Hamas “sono i peggiori terroristi, vogliono la distruzione di Israele e di ogni ebreo”. Ieri sera ha allontanato ogni ipotesi di tregua: “Completeremo la missione. Riporteremo la pace nel sud e nel centro di Israele”, ha detto aggiungendo che “Israele non ha scelto di entrare in questa campagna ma ci è stata imposta”.


Modifiche a proposta tregua, no comment da Egitto
. Intanto una “fonte autorizzata” del ministero degli Esteri egiziano ha detto di “non poter né confermare né smentire” informazioni su una disponibilità del Cairo a modificare la propria proposta di tregua a Gaza. La fonte ufficiale ha aggiunto che “l’iniziativa egiziana non è stata modificata e resta finora invariata”. Senza citare fonti, il sito Egypt Today scrive che l’Egitto “potrebbe voler emendare la propria iniziativa per una tregua per accontentare Hamas” che l’aveva respinta.

La strage a Gaza est. Ieri a Gaza City, un intero quartiere, Sajaya, è stato spazzato via dalle bombe: 97 i palestinesi uccisi. Secondo il ministero della Salute di Gaza tra le vittime ci sono 17 bambini e 14 donne. Centinaia i feriti. Centinaia anche i residenti nel panico che sono fuggiti dal quartiere. Dopo l’alba decine di feriti provenienti da Sajaya sono stati trasportati nell’ospedale Shifa di Gaza. Genitori portavano bambini colpiti da frammenti, e le sale di pronto soccorso si sono rapidamente riempite, costringendo i medici a curare alcuni pazienti su materassi nei corridoi. “Si è aperta la porta dell’inferno, e i frammenti di proiettili sono arrivati attraverso le finestre”, ha raccontato al telefono Jawad Hassanain, residente di Sajaya. “La casa ha tremato, così ho preso mia madre, i miei figli e mio fratello, e abbiamo cercato rifugio in un palazzo vicino”. Fra le vittime, anche un addetto all’ambulanza e un giovane giornalista, Khalid Hamad. Nei giorni scorsi, l’esercito israeliano aveva invitato la popolazione di quei quartieri ad abbandonare l’area. Secondo l’Onu, gli sfollati sono oramai 81mila.

Capo Hezbollah: “Sosteniamo resistenza a Gaza”.  Il capo del movimento sciita Hezbollah Hassan Nasrallah ha espresso la sua solidarietà alla “resistenza” a Gaza e si è detto sicuro della vittoria di Hamas contro le forze israeliane, secondo un comunicato diffuso dal movimento sciita. In un colloquio telefonico ieri sera con il capo di Hamas in esilio Khaled Meshaal, Nasrallah ha assicurato che “Hezbollah e la resistenza libanese sono con ardore al fianco dell’intifada e della resistenza del popolo palestinese e appoggiano la strategia di Hamas e le sue condizioni giuste per terminare il conflitto”.

Sciopero di protesta in città arabe Israele. È in corso nelle città arabe di Israele uno sciopero di protesta contro l’operazione dell’esercito israeliano a Gaza e le morti di civili palestinesi. All’iniziativa, indetta dall’Alto Comitato di controllo arabo, sta aderendo – secondo i media – un largo numero di residenti arabi di città come Nazareth, Umm al Fahm e Sakhnin, e altre piccole comunità. Oltre lo sciopero, il Comitato ha anche indetto una manifestazione nel centro di Nazareth.

La “tregua” saltata. Ieri Hamas aveva richiesto ad Israele un cessate il fuoco di due ore per ragioni umanitarie, e lo Stato ebraico ha accettato, ma dopo appena un’ora le Brigate Ezzedin al-Qassam hanno ricominciato a sparare e la tregua è saltata, a conferma della frattura interna tra il braccio armato e quello politico di Hamas, il cui potere è sempre più insediato da gruppi salafiti e jihadisti.