Parlamento Ue: in 3 non rinunciano al doppio incarico anche se incompatibile


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Dopo il voto di fine maggio, il 19% dei Neo-Eletti a Bruxelles aveva la doppia poltrona. Ora di quei 14, 11 si sono dimessi dalla Camera. Maurizio Lupi (Ncd), Alessandra Mussolini (Fi) e Isabella De Monte (Pd) rimangono invece incompatibili. 

Le Elezioni del Parlamento Europeo hanno riaperto un tema centrale del nostro dibattito politico: i doppi incarichi. Dei 73 eletti a Bruxelles ben il 19% era incompatibile con la carica di Euro-Parlamentare essendo contemporaneamente membro del Parlamento italiano. Esponenti che andavano da destra a sinistra, con una forte presenza di politici del Partito Democratico, da cui proveniva quasi il 50% degli incompatibili.

Nei giorni scorsi in molti hanno sanato questa irregolarità: 11 dei 14 rei del doppio incarico si sono dimessi della Camera dei Deputati. Salvatore Cicu e Raffaele Fitto di Forza Italia, Gianluca Buonanno della Lega Nord, Lorenzo Cesa di Ncd-Udc e Simona Bonafe’Cecile KyengeAlessandra MorettiAlessia MoscaMassimo PaolucciEnrico GasbarraPina Picierno del Partito Democratico.


Purtroppo all’appello degli incompatibili rispondono ancora in tre. Stiamo parlando delle Senatrici Alessandra Mussolini (Forza Italia), Isabella De Monte (Partito Democratico) e del Deputato, nonché Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi (Nuovo CentroDestra).

A questi Parlamentari chiediamo, ancor più di prima, chiarezza nei confronti degli elettori.La prima seduta del Parlamento Europeo si sta avvicinando, e i cittadini hanno il diritto di sapere chi li rappresenterà a Bruxelles.

Il tema dei doppi incarichi, persino triplo incarico nel caso di Lupi, è cruciale. L’importanza dei ruoli presi in considerazione è tale, che nessuna sovrapposizione può essere tollerata.

UPDATE

in data 27 giugno la Senatrice Mussolini ci ha inviato il resoconto stenografico della seduta del 25 giugno in cui lei e la Senatrice De Monte hanno presentato le proprie dimissioni. Le dimissioni in questione avranno effetto dal 1° luglio 2014. Ringraziamo per l’appunto, e rimaniamo in attesa di un aggiornamento anche dal sito istituzionale del Senato.

 

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