ROMA – Un verbale di interrogatorio di otto pagine (sin qui inedito in quelle sue parti rimaste a lungo protette da omissis) dimostra che ci sono uomini politici decisamente più fortunati di altri quando inciampano nel codice penale. E che Gianni Alemanno è uno di questi. Le carte in questione, che documentano come, quando e in che modo l’ex sindaco di Roma pretese un finanziamento illecito di 200 mila euro in una nota e macroscopica vicenda di corruzione (l’appalto per una fornitura di 45 filobus destinati al cosiddetto “corridoio Laurentina” per la quale la Breda-Menarini, controllata di Finmeccanica, pagherà una tangente di 700 mila euro, 500 mila dei quali destinati al ventriloquo e tesoriere del sindaco, Riccardo Mancini), portano infatti la data del 1 marzo 2013 e tuttavia rimangono per un anno esatto un “mistero glorioso”…

Il verbale. Interrogato dal pm Paolo Ielo, a parlare è Lorenzo Cola, il facilitatore della Finmeccanica di Guarguaglini e Borgogni, l’ex estremista di destra con una passione per i cimeli del Fascio e del Terzo Reich, travolto, a partire dal 2011, nelle inchieste sugli appalti Enav. Ebbene, nel tirare i fili di una vicenda di malversazione in cui gli viene chiesta da Finmeccanica una “facilitazione gratuita” per il pagamento di una tangente su appalto (i filobus, appunto) ritenuto dalla holding il passepartout per sedersi al ricco tavolo dei lavori per la linea C della Metropolitana, Cola svela come a Roma, negli anni della giunta di centro-destra, il Sistema prevedesse che non si muovesse un mattone e comunque un centesimo di spesa pubblica senza dover pagare dazio all’uomo battezzato dall’allora Sindaco come grande collettore, Riccardo Mancini. E ancora: che quel Sistema fu personalmente “aggiornato” da Alemanno, con l’indicazione di un altro tragitto per le tangenti, allorché il Sindaco scoprì che Mancini non rispondeva più con la fedeltà che era pretesa…

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