Ecco il nuovo mondo L’ha ridisegnato Internet


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La popolazione della Rete nel grafico dell’Oxford Internet Institute. Il 42% cento di chi naviga oggi viene dall’Asia

Oxford, una mappa valuta i Paesi secondo gli accessi al web
Con molte sorprese: il peso
del Pianeta si sposta verso Oriente
VITTORIO SABADIN

I confini dei Paesi posti sulle carte geografiche delimitano lo spazio che occupano sulla Terra, ma non ci dicono molto altro. Essere grandi non vuole sempre dire essere anche forti, mentre minuscole, insignificanti nazioni controllano buona parte della ricchezza globale. Così, ogni tanto vale la pena di ridisegnare la mappa del mondo in altri modi, per evidenziare chi conta davvero.

L’Oxford Internet Institute ha creato un nuovo atlante geografico prendendo come parametro la diffusione del web nei diversi Paesi, che sono stati dimensionati in base al numero degli utenti e alla potenzialità di incrementarli nei prossimi anni. La mappa che ne è risultata non ha nulla a che fare con quelle che siamo abituati a vedere e assomiglia più a quella che disegnerebbe un alieno di un’altra galassia, se dovesse basarsi solo sui segnali che riceve dai computer terrestri. Pensando che Internet è disponibile globalmente in modo uniforme, assegnerebbe più spazio dove ci sono più segnali e meno dove l’emissione è irrilevante.

Ragionando più o meno allo stesso modo, i ricercatori Mark Graham e Stefano De Sabbata hanno cancellato dalla cartina del mondo i Paesi con meno di un milione di connessioni Internet. Al loro posto c’è l’acqua degli oceani o qualche vicino che invece si è allargato un po’. Buona parte dell’Africa è così scomparsa, soprattutto nella zona sub-sahariana, mentre Sud Africa, Nigeria, Kenya e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno registrato sensibili crescite rispetto ai dati resi noti nel 2008 dalla World Bank.

 

Ma la variazione più significativa riguarda la Cina, che ha largamente sopravanzato la Russia come massa di terra. Chi ancora pensa che l’inglese sia la lingua del web dovrà ricredersi presto, visto che il 42% degli utenti globali vive in Asia, e che Cina, India e Giappone superano già l’intera Europa e il Nord America nel numero di persone connesse. Ma questo è ancora niente: in Cina mezzo miliardo di persone è online e un altro mezzo miliardo è in attesa di esserlo. Solo il 20% degli abitanti dell’India ha accesso a un computer ma nel giro di pochi anni gli utenti saranno centinaia di milioni. Quando tra un paio d’anni si rifarà la cartina, l’Europa e gli Stati Uniti saranno ancora più piccoli, e l’Asia dominerà il mondo.

 

L’Italia non se la cava malissimo. Nella mappa conquista più terreno di quello di cui geograficamente dispone, divora la Corsica che non esiste più, e ha il colore pallido che gli studiosi hanno assegnato nella ricerca ai Paesi ancora dotati di possibilità di crescita nel numero degli utenti connessi. Il Portogallo quasi sparisce, come la Grecia, ma tutti i paesi con una penetrazione del web superiore all’80% sono in Europa, meno il Canada, la Nuova Zelanda, il Qatar e la Corea del Sud.

Solo un terzo della popolazione mondiale, sottolinea lo studio di Oxford, ha accesso al web e la nuova mappa mostra non soltanto i nuovi rapporti di forza del Pianeta in base alla disponibilità di tecnologie di comunicazione, ma anche l’inesorabile crescita del digital divide, che rischia di lasciare indietro per sempre vaste aree del pianeta.

 

Il divario fra chi ha e chi non ha è molto ampio, ma sarà più grande e più grave quello tra chi è connesso e chi non lo è. E nessuno è ottimista al riguardo: chi guadagna uno o due dollari al giorno non ha l’elettricità in casa, ed è inutile mandargli un computer. Né le grandi compagnie hanno interesse a fare investimenti in aree dove la gente non ha soldi da spendere e che resteranno dunque abbandonate e sempre più isolate dalla possibilità di accedere alle informazioni. La cartina del mondo cambierà ancora, e probabilmente ci piacerà sempre meno.

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