Chrysler, dalla bancarotta all’Ipo


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Chrysler, dalla bancarotta all'IpoNEW YORK – Chrysler si muove verso Wall Street, con un’Ipo che potrebbe aiutare a determinare quanto Fiat dovrebbe sborsare per salire al 100% della casa automobilistica, dall’attuale 58,5%. Le varie tappe del percorso che ha portato l’azienda americana dalla bancarotta all’avvio della procedura per il ritorno in Borsa.

19 GENNAIO 2009. Il sito AutomotiveNews Europe scrive che Fiat è in trattative con Chrysler per una partnership strategica che “potrebbe includere l’acquisto di una quota della casa americana”.

20 GENNAIO 2009. Viene firmato l’accordo preliminare non vincolante tra Chrysler e Fiat, da chiudere entro aprile. Prevede che Fiat rilevi il 35% della casa automobilistica Usa, senza investimenti in contanti da parte del Lingotto.

30 MARZO 2009. Il presidente Usa Barack Obama non esclude la bancarotta per Chrysler.

9 APRILE 2009. Marchionne inizia il confronto con il sindacato United Auto Worker (Uaw). Parte anche la trattativa con le banche.

13 APRILE 2009. Si parla per la prima volta di un coinvolgimento diretto di Marchionne nella gestione delle attività di Chrysler, con il ruolo di amministratore delegato.

23 APRILE 2009. L’ad del Lingotto rientra in Italia per partecipare al consiglio di amministrazione del Lingotto sulla trimestrale, incontrare analisti e sindacati.

25 APRILE 2009. E’ il giorno dell’accordo con il sindacato canadese Caw, guidato da Ken Lewenza.

27 APRILE 2009. Anche il sindacato Uaw firma l’intesa per la riduzione del costo del lavoro. Daimler raggiunge un accordo per la separazione da Chrysler, di cui ha il 19,9%.

28 APRILE 2009. Il Tesoro Usa raggiunge l’intesa con JP Morgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley, banche creditrici di Chrysler.

30 APRILE 2009. I lavoratori Chrysler aderenti al sindacato Uaw ratificano l’accordo. Mancano all’appello i piccoli creditori. Alle 18 Obama annuncia l’intesa. La Casa Bianca spiega che Chrysler farà ricorso a una bancarotta “chirurgica”.

6 MAGGIO 2009. Marchionne conferma: diverrà ad di Chrysler.

14 MAGGIO 2009. Dalla Federal Trade Commission statunitense via libera all’alleanza: “Non pone problemi di antitrust”.

21 MAGGIO 2009. Tre fondi pensione dell’Indiana chiedono al tribunale di bloccare la vendita perché viola i loro diritti.

27 MAGGIO 2009. Il giudice respinge le richieste dei fondi pensione.

1 GIUGNO 2009. Il giudice federale responsabile della procedura fallimentare di Chrysler autorizza la vendita degli asset della casa Usa alla nuova società condotta da Fiat. I fondi presentano ricorso alla Corte Suprema Usa.

10 GIUGNO 2009. La Corte Suprema Usa dà il vià libera all’accordo. Fiat e Chrysler ufficializzano l’intesa. Marchionne diventa amministratore delegato, Robert Kidder è presidente.

24 LUGLIO 2009. Via libera anche dalla Commissione europea.

4 SETTEMBRE 2009. Marchionne al lavoro sul piano Chrysler. Il Financial Times parla di “cura Fiat” per snellire la burocrazia e accelerare il processo decisionale.

4 NOVEMBRE 2009. Viene presentato il piano industriale di Chrysler, il primo targato Marchionne.

17 DICEMBRE 2009: Marchionne annuncia che nel quarto trimestre 2010 sarà avviata negli Usa la produzione di motori Fiat.

21 APRILE 2010. Chrylser chiude il primo trimestre con un risultato utile operativo di circa 143 milioni di dollari e un flusso di cassa positivo per 1.490 milioni. Le perdite si attestano a 197 milioni di dollari.

21 MAGGIO 2010. Marchionne lancia la nuova Jeep Grand Cherokee, l’auto simbolo della rinascita di Chrysler, la prima vettura che porta la firma del Lingotto.

10 GENNAIO 2011. Fiat sale al 25% di Chrysler.

12 APRILE 2011. Fiat si rafforza ancora in Chrysler e, raggiungendo il terzo degli step previsti dall’accordo del 2009, sale al 30%.

24 MAGGIO 2011. Fiat perfeziona l’esercizio dell’opzione per l’acquisto di un’ulteriore partecipazione del 16% in Chrysler e sale al 46%.

21 LUGLIO 2011. Fiat sale al 53,5% acquistato l’1,5% del Canada e il 6% del Tesoro americano.

5 GENNAIO 2012. Fiat acquista una nuova quota Chrysler pari al 5% e sale al 58,5%.

LUGLIO 2012. Fiat esercita le opzioni di acquisto da Veba (il fondo del sindacato Uaw) per tre quote del 3,3% ciascuna di Chrysler, con le quali salirebbe al 68,49%. Ma sul prezzo della prima opzione non c’è accordo con il Veba e Fiat si rivolge al tribunale del Delaware.

GENNAIO 2013. Uaw chiede la registrazione di parte delle sue azioni in Chrysler.

31 LUGLIO 2013. Il giudice del Delware concede il primo round a Fiat, dandole ragione su due punti importanti per stabilire il prezzo delle azioni di Chrysler. Resta invece aperto il contenzioso su altre questioni minori per le quali serviranno prove e testimonianze di esperti. La partita non è quindi chiusa.

23 SETTEMBRE 2013. Chrysler presenta il documento S-1, che rappresenta il primo passo per lo sbarco a Wall Street.

(24 settembre 2013)

 

 

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  1. Pingback: L’ILLUSIONE DELLE SCORCIATOIE, La squadra della Fiat penalizzata da arbitro e giudice di porta, Chrysler Ipo; riassuntino fiat… | controappuntoblog.org

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