I troppi stranieri in classe ed i luoghi comuni nel razzismo


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Un famoso quotidiano che non linko per motivi di decenza ha lanciano ieri un sondaggio, chiedendo ai suoi lettori se toglierebbero i figli da una classe con troppi stranieri. Lavorando da anni nella scuola, mi è capitato spesso di avere a che fare con questo tipo di problemi da parte di genitori in crisi di nervi perché temono che il figlio capiti nella sezione sbagliata: quella in cui ci sono troppi stranieri, o, alternativamente, troppi handicappati, troppi casi di disagio, una volta, persino, e lo ricordo perché ancora non me ne faccio una ragione, troppi “figli di operai”, una categoria che evidentemente il genitore in questione riteneva pericolosissima per il suo altolocato pargolo.

Classificare questo sondaggio come una cretinata razzista sarebbe non solo facile, e, scusatemi, ma anche profondamente corretto. Tuttavia da insegnante vorrei chiarire un paio di punti sugli stranieri in classe, perché magari con un po’ di corretta informazione in futuro sondaggi del genere hanno meno presa.

Quando in una classe qualcuno vi dice che su x alunni ci sono 8, 9 o 10 stranieri, tanto per cominciare non vuol dire nulla. In Italia per normativa vengono classificati come “alunni stranieri” tutti quelli che non hanno la cittadinanza italiana. Il che vuol dire, con buona probabilità, che di quegli 8, 9 o 10 stranieri almeno 7 sono nati in Italia o ci sono arrivati in fasce, hanno fatto l’asilo e le elementari con i nostri bimbi, e parlano l’italiano come e alle volte meglio di loro. Quando dico “meglio dei nostri” non sto facendo del facile buonismo: il ragazzino che nasce e cresce in un contesto bilingue raggiunge una consapevolezza linguistica maggiore degli altri, e spesso impara anche termini specifici complicati per la sua età, perché non è raro che debba fare da interprete ai genitori per tradurre e spiegare la modulistica o le comunicazioni della scuola.

Negli anni ho avuto classi con anche 8 ragazzini di questo tipo, stranieri solo per cittadinanza: alcuni di loro erano bravissimi in italiano, scrivevano temi con tutti i congiuntivi e i condizionali a posto, sono andati con successo alle superiori (al liceo) e ora sono all’università. Conta molto la famiglia d’origine poi: alcune sono molto motivanti per i figli, e siccome vedono nell’istruzione l’unica leva per poter garantire loro un futuro migliore, danno alla scuola una importanza che da noi ormai si è persa.

Il caso dell’alunno straniero che arriva qua senza sapere una parola di italiano negli ultimi anni è sempre più raro: complice la crisi economica, vengono meno stranieri in Italia, e quelli che sono in classe, quindi, sono qui già da qualche anno, quindi non sono a livello zero. Non sanno perfettamente la lingua, a volte, ma, nella mia esperienza personale, la sanno male come i loro coetanei poco volenterosi. Italiani e stranieri escono spesso dalle elementari con gravi lacune di ortografia e sintassi, e con scarse capacità di comprendere testi anche semplici. Quindi l’essere stranieri conta relativamente.

Al contrario invece di quanto pensano i genitori, io ho sempre pensato che la presenza degli stranieri in classe sia una risorsa. E non perché, come credono molti compreso qualche ex Ministro, li si fa parlare delle loro terre d’origine al posto di far lezione di geografia. No, è che costringono ad una didattica molto più serrata in italiano. Nelle classi dove ci sono stranieri l’insegnante ha una bella scusa per fare più verifiche di ortografia, battere sui verbi con interrogazioni continue, lavorare molto sull’acquisizione del lessico. Tutte quelle cose che – a voi verrà da ridere, ma è così – quando vengono fatte in una classe “normale” rischiano di suscitare le ire di alcuni genitori italiani, perché il loro povero pargoletto è costretto a studiare verbi e grammatica e questi insegnanti pretendono troppo da lui.

Quindi, caro giornale che fai sondaggi per chiedere ai tuoi lettori se ritirerebbero i loro figli da una classe con “troppi stranieri” la mia risposta a quei genitori è questa: ritirateli pure. Probabilmente sarebbero li vostri pargoli la zavorra per la didattica in quella classe lì.

  1. Caro (o cara) ammiraglio61 sei il mio supereroe preferito!! bellissimo post con una conclusione spettacolare!!

    • ti ringrazio.
      Ti ricordo comunque che quasi tutti i post che trovi sono articoli che raccolgo per la mia personalissima biblioteca virtuale🙂
      E quasi sempre rispecchiano quello che penso o che voglio condividere per discussioni, spesso fuori dal web. Raramente, ma mi capita, colleziono articoli che non mi trovano d’accordo ma li conservo proprio per questo.
      Un saluto

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