L’ASSALTO ALLA METRO C


fonte

Contratti da milioni di euro a ditte in sospetto di infiltrazioni mafiose. E quando la Prefettura sospende le commesse il Tar annulla la decisione. Sullo sfondo  intrecci con esponenti della banda della Magliana ed ex terroristi neri. Una viaggio dentro i meandri della più grande opera pubblica italiana dove la zona grigia che unisce il mondo delle imprese a quello delle cosche sembra assottigliarsi di giorno in giorno

di DANIELE AUTIERI  LA TORTA DEI SUBAPPALTI, COSI’ LA MALAVITA SI INFILTRA
Ultime parole famose fonte
ROMA – La costruzione della Metro C di Roma è la storia di continue promesse mancate, di qualche bugia, di ritardi continui e di costi che aumentano in modo esponenziale. La parabola di una grande opera infrastrutturale, la seconda per dimensione e costi mai messa in cantiere dalla nascita della Repubblica. Un progetto che da vanto è divenuto spina nel fianco di tutte le giunte capitoline, e dei governi cui è sopravvissuto e da cui è stato ereditato senza che nessuno lo abbia ancora potuto concludere. La metafora perfetta del Sistema Italia dove una striscia d’asfalto, il pilone di un ponte, la posa di un binario costano mediamente il 30% in più del resto d’Europa e anno tempi di realizzazione fuori da ogni standard. Nel 2007, Roma, a sentire Walter Veltroni, all’epoca sindaco della Capitale, doveva già essere in carrozza. Il progetto originario, annunciato come una “rivoluzione”, prevedeva una linea nuova di zecca che, incrociando la A e la B, attraversando il centro storico e archeologico, avrebbe dovuto collegare i quartieri Clodio-Mazzini (Roma Nord) al Pantano (Roma Sud-Est) in 45 minuti senza mai scendere dallo stesso convoglio. Al momento per compiere lo stesso tragitto è necessario prendere un autobus, la Metro fino alla Stazione Termini e da lì la Ferrovia, tempo stimato oltre l’ora e mezzo, traffico e ritardi permettendo. I cantieri della C sono ancora aperti. E dire che il 14 febbraio del 2006 il consorzio di imprese facente capo a Astaldi con la Vianini di Caltagirone, il Consorzio cooperative costruzioni e Ansaldo Trasporti, si aggiudiòa la gara d’appalto principalmente per due ragioni: la consegna di parte dei lavori (tratto San Giovanni – Alessandrino) 620 giorni prima del previsto e una riduzione dei costi che avrebbe dovuto produrre un risparmio di ben 500 milioni di euro. Ironia della sorte proprio la tratta che aggiudicò l’appalto potrà ora far saltare i 450 milioni stanziati dal governo Letta. Se non dovesse infatti aprire ad ottobre, addio ai fondi del Decreto del “fare”.
di GIULIA PARAVICINI

 

20 maggio del 2002

Viene firmato un protocollo, in gergo tecnico “accordo procedimentale”, che fissa la tappe per tutte le scadenza dell’intera operazione che avrebbe dovuto portare alla costruzione della terzo linea metropolitana di Roma: la Metro C. Nel documento si legge che qualora le date non siano rispettate, i finanziamenti saranno interrotti. Si enuncia che il tratto centrale della c t4 e t5 sarà pronto nel 2007.

WALTER VELTRONI: “Le firme di oggi testimoniano un coerente sforzo delle istituzioni per dotare finalmente Roma di un sistema di metropolitane all’altezza della capitale”. 

Gli fa eco PIETRO LUNARDI: “Questi accordi rappresentano un modello d’intervento sulla mobilità nei centri urbani, non più a pioggia, ma organizzati in un sistema integrato, con tempi e risorse certe”.

In chiusura FRANCESCO STORACE annuncia:“Dopo questa firma l’operazione procederà spedita, ci saranno solo questioni tecniche, non certo politiche”.

[…]

Giugno 2013

Metro C, dal GOVERNO una clausola capestro: “Aprite la prima tratta o perdete i soldi”. Si parla di 450 milioni totali. Nel “decreto del fare” è imposta l’entrata in esercizio entro il 15 ottobre. Ma i lavori sono in ritardo. Alemanno aveva previsto per luglio l’inaugurazione della linea Pantano – Centocelle. 300 milioni che potrebbero portare ad una conclusione ideale di quella che è oggi la più grande opera pubblica italiana. Opera per la quale finora sono stati stanziati 3,4 miliardi di euro ma rischiano di andare persi per i continui ritardi

Comunicazione, un affare

Così l’informazione sulla metropolitana ha fatto girare tanti soldi: un milione per un gazebo, centomila euro per una rivista. All’ombra di ministri e politici (di destra)

L’ultimatum del governo

Nelle “Schede di lettura” del Servizio studi della Camera dei deputati dati e spiegazioni sullo stato dell’arte ufficiale (e non sempre reale) della costruzione della Metro C

“Un’opera fantasma”
La rabbia dei pendolari

Da Monte Compatri al Colosseo, abbiamo seguito il percorso della Metro che non c’è insieme a chi aspetta questa opera da anni e si sente preso in giro da promesse e ritardi

“Con gli scavi
a rischio il Colosseo”

Il progetto è cambiato molte volte e ora non esiste una soluzione tecnica per rispettare il patrimonio archeologico. Parla Antonio Tamburrino

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: