Le avventure della giovane Angela Merkel


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15 maggio 2013

Negli uffici di Risveglio democratico, autunno 1989

Una nuova biografia della cancelliera tedesca indaga sulla sua vita ai tempi della Rdt. Svelando che i suoi rapporti con il potere comunista non sono mai stati freddi come lei afferma. Estratti.

Esce questa settimana in Germania Das erste Leben der Angela M. “La prima vita di Angela M.”(edizioni Piper), un libro scritto dai giornalisti Ralf Georg Reuth e Günther Lachmann, che rivela nuovi particolari sui rapporti che la cancelliera ebbe con la dittatura della Germania est. Contestando le affermazioni di Angela Merkel, che sostiene di avere sempre disapprovato il regime del partito socialista unificato (Sed) in Germania est, gli autori intendono dimostrare che il suo ruolo sotto la Rdt e in occasione della caduta del regime fu più complesso e meno lusinghiero per la cancelliera di quello che vuole la leggenda.

Secondo quest’ultima, Angela Merkel si sottrasse a ogni genere di indottrinamento ideologico e anzi avrebbe sempre sognato una democrazia unica comprendente le due Germanie, e avrebbe superato gli anni del comunismo grazie a una sorta di esilio interiore. Questa storiella per la precisione si basa sull’idea che l’ambiente familiare – era figlia di un pastore protestante – l’abbia tenuta al riparo dalle tentazioni e dalle illusioni della dottrina socialista di stato. Tuttavia, a un’analisi più meticolosa del contesto, emerge un’immagine del tutto diversa dei teologi protestanti nel regime della Germania est.

Angela Merkel è nata ad Amburgo il 17 luglio 1954 con il nome di Angela Kasner. Suo padre Horst Kasner, pastore protestante che quello stesso anno si stabilì nella zona di occupazione sovietica con la famiglia, apparteneva proprio a quel giro di teologi per mezzo dei quali i dirigenti dell’Rdt intendevano realizzare la loro concezione politica di Chiesa. Di conseguenza i teologi, che nel socialismo vedevano una valida alternativa al capitalismo occidentale, nel 1958 fondarono a Praga un’organizzazione cristiana internazionale denominata Conferenza cristiana per la pace. Horst Kasner vi aderì, e aderì anche alla confraternita protestante di Weißensee a Berlino, il cui responsabile capo Hanfried Müller, anch’egli iscritto alla Conferenza cristiana per la pace, aveva ottimi contatti con il Politburo del Sed.

Quando nel 1961, all’apice della guerra fredda, la Conferenza delle chiese evangeliche dell’Rdt d’accordo con la Chiesa evangelica in Germania (Ekd) decise che i cristiani non dovessero sottomettersi all’assolutismo dottrinale di un’ideologia, la confraternita di Weißensee formulò un parere contrario. I suoi “Sette principi sulla libertà della Chiesa e il concetto di servizio” fanno della collaborazione con “il potere antifascista” un dovere preciso del cristiano. Questi “sette principi” possono essere considerati come il nocciolo ideologico del concetto di “Chiesa nel socialismo”. A quei tempi il padre di Angela Merkel fu quindi molto intimo col potere.

Certo, a partire dal 1970 Horst Kasner prese gradualmente le distanze dalla linea ufficiale dei dirigenti dell’Rdt. Tuttavia, Merkel è cresciuta in una casa nella quale la teologia si mescolava alla politica, e al discorso politico era abbinata la ricerca di un ideale socialista.

Merkel appartiene a quel dieci per cento di studenti del suo corso che furono autorizzati a iscriversi all’Erweiterte Oberschule (scuola superiore equivalente nell’Rdt alla scuola superiore secondaria statale). A differenza di molti altri figli di pastori protestanti, Angela non ha cercato di sottrarsi alle organizzazioni popolari del Sed e si è iscritta ai Giovani pionieri. In seguito è diventata segretaria aggiunta della Gioventù libera tedesca (Fdj, il primo movimento giovanile della Germania est) nella sua scuola. La sua vicinanza al potere (sommata a quella di suo padre) le permise di ottenere il diploma.

In seguito Angela ha studiato fisica all’università Karl Marx di Lipsia. Chiunque riesca a entrare in quell’ateneo ha la certezza di intraprendere una carriera scientifica. A maggior ragione quando esercita il ruolo di dirigente del movimento giovanile tedesco, come Angela Kasner. Ed è proprio all’università di Lipsia che lei entra in contatto per la prima volta con alcuni ambienti comunisti riformatori.

Nel 1981 è promossa segretaria responsabile della propaganda della cellula del Fdj presso l’Istituto di fisica chimica dell’accademia delle scienze di Berlino, che avendo oltre 600 collaboratori non era certo una struttura segreta. Merkel ha sempre smentito di essere stata responsabile della propaganda: ha iniziato a farlo nel 2005, in un’opera che è stata pubblicata con il titolo di Mein Weg. Ein Gespräch mit Hugo Müller-Vogg (edizioni Hoffman und Campe)[“A modo mio, intervista con Hugo Müller-Vogg”]. “Propaganda? Non ricordo assolutamente di aver fatto propaganda, in nessun modo. Io ero incaricata della cultura”.

Al di là del muro

Nell’autunno del 1989 il padre di Merkel organizzò nella sua scuola pastorale un convegno di fisici della Germania est intitolato “Cos’è l’uomo?”. A dire il vero, suo padre l’avrebbe vista bene nel partito socialdemocratico (Spd). Ma già da tempo non aveva più ascendente sulla sua figlia maggiore, la cui scelta personale ricadde su un movimento creato da poco, denominato Risveglio democratico, uno dei fondatori del quale era presente a quel convegno.

Tuttavia, contrariamente a quello che ha voluto far credere finora, Merkel aderì a Risveglio democratico soltanto a dicembre, perché a quel punto il movimento anticipava già nel proprio programma la riunificazione della Germania. In realtà alcuni elementi portano a ritenere che all’inizio Merkel fosse favorevole a un socialismo democratico in una Rdt autonoma, e non abbia sempre auspicato la riunificazione delle due Germanie. In qualità di membro del comitato dirigente di Risveglio democratico, Merkel aderì all’Alleanza per la Germania, la coalizione di partiti conservatori guidata da Helmut Kohl che nel marzo 1990 vinse le elezioni legislative, conquistando la maggioranza alla Camera del popolo (il parlamento dell’Rdt).

A quei tempi l’uomo forte della Rdt si chiamava Lothar de Maizière: era figlio di Clemens de Maizière – l’ex compagno di lotte di Horst Kasner – e nominò Merkel portavoce aggiunta del governo. In breve le sue competenze le furono riconosciute: come scrive Neues Deutschland [l’organo ufficiale del Sed], “grazie alla sua intelligenza e alla sua affidabilità è arrivata a farsi una reputazione che la proietta verso più alti incarichi”. La previsione si avvera. Quando Risveglio democratico diventa l’Unione cristiano-democratica (Cdu), Lothar de Maizière e il suo segretario di stato Günther Krause attirano su Merkel l’attenzione di Helmut Kohl, che resta subito conquistato dalla figlia del pastore protestante.

Questo nuovo libro apporta nuove sfaccettature alla biografia della cancelliera tedesca ai tempi della Germania est, ma non rivela niente di veramente clamoroso, tale da invitare a riscrivere il suo ruolo a quei tempi. Anzi, in questo spaccato della prima parte della sua vita, ritroviamo alcuni tratti della cancelliera che già conosciamo, il suo forte pragmatismo, la sua capacità di agire e di calcolare a freddo. Pare che dai tempi della Rdt Merkel abbia sempre agito nell’ambito delle strutture esistenti, quando non aveva altra scelta, senza lasciarsi inebriare dalle utopie e senza mai perdere di vista la sua carriera. Quando il vecchio apparato politico è diventato obsoleto, con lo stesso zelo ha rapidamente trovato la strada da percorrere all’interno delle nuove strutture della repubblica federale.

Traduzione di Anna Bissanti

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