La prevalenza del cretino


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Venerdì pomeriggio, subito dopo il siluramento di Prodi, un deputato piddino commentava sconsolato: “C’era un piano, perché in un partito possono starci cinquanta cretini. Ma cento sono troppi”.

Forse c’era un piano, forse c’era una convergenza di piani. Sicuramente c’è un partito in preda a odi personali, risentimenti, regolamenti di conti e quant’altro. Qui però vorrei concentrarmi un attimo su quei cinquanta “cretini”. Sia detto senza offesa, ovviamente. E’ una citazione.

Che sono, in gran parte, i giovani selezionati in quel curioso happening che furono le “parlamentarie” natalizie del Pd.

E’ chiaro che anche in questo caso la responsabilità di Bersani e del gruppo dirigente è stata enorme. Non solo hanno consentito che questi “cretini” entrassero nelle liste del partito e fossero eletti, ma se ne sono anche vantati.

Il connotato principale di questi “cretini” è stato l’aver portato l’antipolitica dentro il Parlamento. Non dalla sponda grillina, che sarebbe naturale, ma da quella democrat. Che se permettete è una cosa un po’ più impressionante, se consideriamo la storia e le radici di questo partito.

Recita l’articolo 67 della Costituzione: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

Ciò significa in parole povere che il parlamentare deve operare per il bene del Paese, non sentendosi vincolato a questo o a quel gruppo di pressione, e a rigore nemmeno al suo partito. E’ libero.

Il “cretino”, in quanto tale, non risponde né alla Costituzione né al bene del Paese. E nemmeno al suo partito, come si è visto. Risponde però a Twitter, al mail bombing e agli sms. Intende la sua funzione come risposta pavloviana agli stimoli di chi lo ha eletto, o di chi sostiene di averlo eletto. E’ più vicino a uno smanettone che agli interessi della collettività.

E’ il contrario dell’elaborazione e della mediazione politica. E’ qualcosa che apre la strada a tutto.

La deputata pugliese Teresa Bellanova ha detto a Goffredo De Marchis, che lo ha scritto suRepubblica: “Io vado tra la gente che mi chiede di cacciare a calci gli immigrati, di mettere la pena di morte. E che faccio? Vengo qui e voto a favore della pena di morte?”.

Ecco, la prevalenza del cretino può portare anche a chiedere la pena di morte.

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