Se fossi io a intervistare Berlusconi, ecco cosa gli chiederei


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Cara Rossini,

“Non vendere mai la pelle dell’orso prima di averlo preso”: saggio proverbio, che la sinistra, quando ha dato per finito Berlusconi, ha dimenticato, e anziché industriarsi a darne la caccia, s’è illusa che l’orso, entrato in letargo, non avrebbe più spaventato nessuno.

Invece l’orso, appena risvegliato, ha cominciato a menare la danza: non c’è giornale, né telegiornale, né salotto televisivo, né politologo, né esponente politico, di istituzione, sindacato, confindustria, confcommercio, associazione dei consumatori che non ne parli.

Lo si lascia parlare a briglia sciolta, guai a contraddirlo e soprattutto a fargli domande scomode.
Mi piacerebbe sentire un’intervista condotta non dai soliti noti, ma dall’Uomo Comune, senza domande preconfezionate e addomesticate..
Ecco, per esempio, mettendomi nei panni dell’Uomo Comune, cosa gli chiederei:

1) Come spiega il fallimento completo e assoluto del suo governo sostenuto da un netta maggioranza sia alla Camera che al Senato? Su, Cavaliere-Orso, un maggioranza come quella che sosteneva il suo governo non s’era mai vista.. Non è che la sua maggioranza riunisse un’accozzaglia di interessi personali, a cui lei dava il buon esempio, che nulla avevano a che vedere con una coalizione politica e soprattutto col bene della Nazione?

2) Ha dimenticato che sul suo capo pende una condanna di primo grado per evasione fiscale? Benché la Costituzione stabilisca la presunzione d’innocenza fino al terzo grado di giudizio, non crede che farsi scudo delle Costituzione, per un candidato alla Presidenza del Consiglio, sia assolutamente inopportuno?

3) Non crede che, in merito alla trattativa Stato-Mafia (oggetto di indagine di ben tre Procure) agli elettori possa venire il dubbio che la trattativa abbia avuto qualcosa a che vedere con la nascita di Forza Italia?

4) Inutile elencare tutto ciò che ha promesso e non ha fatto, ma mi lasci ricordare una cosa di cui lei non può disconoscere la paternità perché l’ha inventata, sostenuta e condotta a buon fine e non per salvare l’onore dell’Italia ma solo allo scopo di mettere in cattiva luce Prodi: il cosiddetto salvataggio dell’Alitalia (la cui “bad company” è stata accollata all’erario pubblico) che oggi deve essere nuovamente salvata.

5) Non pensa che dopo 20 anni che imperversa sulla scena politica italiana, a parte la sua venerabile età, lei ha già combinato abbastanza disastri e non ha più nulla da dire agli italiani?

Ci sarebbero mille altre domande da fare, ma basterebbero queste poche perché il Cavaliere-Orso fosse indotto, non dico a desistere, ma almeno a deporre tutta l’arroganza che ostenta senza un minimo di pudore.

Alessandro Stramondo

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