“Fondi dello Stato soltanto al Vaticano”


Il Fatto Quotidiano di lunedì 19 novembre 2012, pagina 5

di Ferruccio Sansa

LA GUERRA DELLA PEDIATRIA “Fondi dello Stato soltanto al Vaticano” da Genova Cinquanta milioni l’anno dello Stato all’ospedale del Vaticano (Bambino Gesù). Zero a quello pubblico (Gaslini, ma il discorso vale anche per gli altri). Elena, 9 anni, ricoverata nel reparto di oncologia del Gaslini di Genova non si cura di questi “paradossi”. Guarda negli occhi il medico e gli chiede: “Quando uscirò?”. Lui, il professor Pierluigi Bruschettini, fa uno sforzo fisico per non abbassare lo sguardo. Da 40 anni lavora qui, da mattino a notte lo trovi tra i piccoli malati di cancro. Ha messo su un giornale che pubblica le loro poesie. Con una fondazione ha comprato appartamenti per ospitare le famiglie che vengono da lontano. Ma non basta una vita per trovare la risposta a Elena. Quando esci dal Gaslini il mondo fuori ti appare diverso, assurdo perfino. Hai il cuore gonfio di stati d’animo contrastanti: dolore e speranza, sconforto e ammirazione. Per quei bambini che lottano e non è vero che non capiscono. Per i genitori che si tormentano le mani nelle sale d’aspetto. Per i medici che a volte ti sembrano eroi e vengono pagati dieci volte meno di un manager.

SIAMO in un ospedale simbolo della migliore sanità italiana. “Qui – spiega il direttore sanitario Silvio Del Buono – approdano bambini da tutta Italia e da 90 Paesi (tra cui Iraq, Afghanistan e Striscia di Gaza). Nonostante i tagli siamo al primo posto in Italia perla ricerca pediatrica”. Ma nello stesso tempo un istituto in crisi, al centro di una lotta per il controllo di due ospedali pediatrici di eccellenza: Gaslini e Bambino Gesù. L’un contro l’altro armati uomini vicini ai cardinali Angelo Bagnasco e Tarcisio Bertone. Per non parlare di incursioni della politica. “L’intervento delle gerarchie ecclesiastiche è sempre più pesante. E pensare che il Gaslini, nonostante sia controllato anche da una fondazione presieduta dal cardinale di Genova, è pubblico”, racconta Sandro Alloisio della Cgil, uno dei pochi a parlare apertamente. Perché nelle corsie ormai tanti denunciano “invasioni di campo”, ricordano i soldi spesi perla nuova cappella, ma poi pubblicamente tutti tacciono. Del resto basta leggere i nomi ai vertici del Gaslini: il direttore generale è Paolo Petralia. Il suo nome (Petralia, va detto, non era indagato) compariva nelle intercettazioni dell’inchiesta Mensopoli che ha scosso Genova nel 2008: “Ha detto semi faccio seguire le cose da Petralia che è un uomo molto vicino a Bagnasco”, dicevano gli indagati. Ancora: “Il lavoro sporco lo facciamo fare a sto Petralia”. Niente di illegale è emerso, e comunque quelle frasi non hanno fermato la carriera di Petralia. Intanto mille fili uniscono l’ospedale e la banca Carige, il salotto dei potenti genovesi dove siedono scajoliani e uomini vicini alla Curia. Flavio Repetto e Amedeo Amato sono in entrambe le fondazioni. Nella banca sedeva anche Vincenzo Lorenzelli, oggi presidente del Gaslini che non ha mai smentito la sua vicinanza all’Opus Dei. Poltrone e polemiche: Marta Vincenzi, allora sindaco di Genova, designò nel cda del Gaslini Donato Bruccoleri, farmacista senza esperienza specifica e cugino di Totò Cuffaro, all’epoca ancora in auge nell’Udc (che doveva allearsi con il Pd per le regionali). La Regione invece scelse Raffaele Bozzano, anch’egli senza esperienza specifica e già socio di Franco Lazzarini (grande amico del Governatore Claudio Burlando).

DALL’ALTRA PARTE del Tevere, al Bambino Gesù, regnano invece i bertoniani: il presidente è Giuseppe Profiti condannato in appello a sei mesi per Mensopoli, ma sempre sostenuto da Ber-tone, fino a farlo ricevere dal Papa nel mezzo dell’inchiesta. Finora i bertoniani l’hanno spuntata. Il Bambino Gesù ha “scippato” a Genova medici eccellenti come Giacomo Pongiglione che per primo al mondo ha trapiantato un cuore artificiale su un quindicenne. Certo il Bambino Gesù è un ospedale prestigioso. Ma forse c’entra anche il fatto che i suoi dipendenti seguono il regime fiscale vaticano. Ora ufficialmente si parla di tregua, di alleanze. Ma Del Buono sottolinea: “Nessuna polemica, ma quei 50 milioni dovrebbero essere riservati almeno anche agli ospedali pubblici”. A Elena e ai bambini del Gaslini, però, di queste lotte non arriva nemmeno l’eco. Hanno battaglie più grandi da combattere.

*** BERTONE CONTRO BAGNASCO Manager di fiducia dei cardinali guidano i due grandi istituti pediatrici, Gaslini e Bambino Gesù. Finora ha vinto l’ospedale vaticano: ogni anno lo Stato italiano gli fornisce 50 milioni. Zero invece per le strutture pubbliche come Gaslini e Meyer ***

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