Morto lo storico Hobsbawm Fece del 900 il “Secolo breve”


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Morto lo storico Hobsbawm  Fece del 900 il "Secolo breve"La sua opera in quattro volumi dei secoli XIX e XX è considerata fondamentale per la comprensione di quell’epoca e delle tendenze del  capitalismo attuale. Marxista, esperto di jazz, influenzò fortemente la sinistra britannica degli ultimi decenni

LONDRA – E’ morto all’età di 95 anni a Londra Eric Hobsbawm, uno dei più grandi storici del Novecento. Marxista, autore di testi che hanno influenzato intere generazioni di politici e storici in tutto il mondo. Si è spento oggi all’alba al Royal Free Hospital di Londra dopo una lunga malattia. Ne ha dato notizia la figlia Julia.

La sua storia in quattro volumi del XIX e XX secolo, dalla rivoluzione francese alla caduta dell’Unione Sovietica, è considerata come una delle opere più significative nella definizione dei processi della nostra storia recente.

Nato nel 1917 ad Alessandria d’Egitto, da adolescente divenuto orfano si trasferì a Londra con i genitori adottivi. Si formò a Cambridge e insegnò a Londra e negli Stati Uniti. La sua opera storiografica è immensa, focalizzata sul riconoscimento di un punto di svolta degli ultimi due secoli: la “rivoluzione duale” (quella politica in Francia e quella industriale in Gran Bretagna), e il suo ruolo di forza trainante fino all’assetto attuale del capitalismo liberale. Suo il conio di due periodizzazioni entrate nella storiografia contemporanea, il “lungo ottocento” – cominciato con la Rivoluzione francese e terminato con l’inizio della prima guerra mondiale nel 1914 – e il “secolo breve”, quello cioè che dalle due guerre ha transitato l’Europa fino alla caduta dell’impero sovietico nel 1991. Lo storico scozzese Niall Ferguson definì i quattro libri, da The Age of Revolution a The Age of Extremes (1994) “il miglior punto d’inizio per chiunque voglia cominciare a studiare la storia moderna”. Nel 2003 il New York Times lo descrisse come “uno dei grandi storici britannici della sua epoca, un comunista mai pentito e un erudito la cui storia colta ed elegantemente scritta è studiata nelle scuole di tutto il mondo”.
Ma Hobsbawm era personalità poliedrica, capace di lasciare un’impronta forte nella cultura e nella politica della Gran Bretagna degli ultimi decenni. Sotto lo pseudonimo di Francis Newton (dal nome del trombettista comunista che accompagnava Billie Holiday) scrisse come critico jazz (e a volte di  musica pop) sul settimanale della sinistra britannica New Statesman. Scrisse saggi per varie riviste su temi come la barbarie del mondo moderno, i movimenti sindacali, i conflitti tra anarchia e comunismo. Lo definirono, ricorda oggi il Guardian, il “guru di Neil Kinnock, all’inizio degli anni 90 – dopo aver criticato il Labour per non essere riuscito a tenere il passo con i cambiamenti sociali, e si ritiene che influenzò la nascita del New Labour, anche se poi espresse critiche verso il governo di Tony Blair”.

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