Elettorato segmentato


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“Dio e’ morto, Marx e’ morto e non mi sento affatto bene nemmeno io”, diceva Woody Allen ai tempi d’oro. Forse nemmeno lui poteva presagire l’apoteosi postideologica dove le campagne elettorali sono esercizi di marketing che farebbero impallidire anche Don Draper e i Mad Men della Sterling Cooper. In assenza di fede politica, nell’era del voto pavloviano occorre vendere l’esperienza piu’ che il prodotto come sa ogni buon pubblicitario (ed ogni regista di convention). Per agevolare i consulenti elettorali che devono vendere il proprio candidato alle masse di apatetici consumatori, atrofizzati perdipiu’ dalla crisi, gli specialisti della Experian Simmons  hanno prodotto uno studio atto ad affinare la mira e colpire il target ottimizzando il ritorno. La societa’ newyorchese e’ specializzata in maniacali tassonomie socio-linneiche che classificano i segmenti della popolazione in base a consumi e stili di vita tipo  aging of acquarius (ex hippy di generazione boomer) sports utility families(famiglie col SUV) asian achievers (asiatici rampanti di seconda generazione) full pockets empty nest(pensionati facoltosi con figli al college) e cosi via. Le classificazioni servono ad affinare il product placement cioe’  confezionare le pubblicita’ con le giuste enfasi a seconda dei casi. Ora che anche le carriere politiche sono una questione di packaging il vademecum della Experian serve a capire ad esempio in quali programmi piazzare gli spot elettorali per raggiungere gli elettori potenziali. Uno spot per Romney ad esempio conviene trasmetterlo durante un format macho/naturista; secondo il sondaggio fra i dieci pogrammi piu’ visti da elettori conservatori si trovano Man Vs Wild, Swamp Loggers e Swamp People, entrambe su abitanti alquanto rustici delle paludi della Lousiana, Ice Road Truckers sui camionisti di lungo corso in Alaska e lo storico Cops sui poliziotti delle citta’ americane e, lievemente scontato, partite di football americano. Per andare a segno sui democratici conviene mirare ai programmi preferiti dei progressisti, soprattutto varieta’, satira  e talk: Jon Stewart, Saturday Night Live, Letterman, Colbert Report, Tosh.O piu’ Anthony Bourdain e alcune sitcom come Glee, The Office e Modern Family. Non resta che raccogliere i voti dei cittadini/telespettatori, ognuno, nella sua specifica casella,  felice consumatore di candidati.

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