Solita macelleria sociale


ma va bene, viva le fornici, tagliam…tagliam

Ma… professori de chè!

fonte

Corte dei Conti e Ue promuovono i tagli
Profumo: “Recuperare i fondi a enti ricerca”

Il presidente della magistratura contabile Giampaolino esprime “giudizio sostanzialmente positivo” sul decreto del governo Monti. Apprezzamento anche dal vicepresidente della Commissione Rehn. Il ministro dell’Istruzione auspica il ripristino degli stanziamenti a favore degli istituti scientifici. Il governatore Veneto Zaia annuncia ricorso alla Consulta. Balduzzi: “Nel 2013 negli ospedali 7mila posti letto in meno”

ROMA – Dopo le discusse dichiarazioni 1 del presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui i tagli alla spesa del premier Mario Monti sono un’operazione di “macelleria sociale”, una lancia a favore della spending review viene spezzata dalla Corte dei Conti: “E’ il primo provvedimento in cui si va verso una revisione qualitativa della spesa – ha detto il presidente Luigi Giampaolino a margine di un convegno sulla corruzione – il nostro giudizio in proposito è sostanzialmente positivo”. 

Anche il commissario europeo agli Affari Economici, Olli Rehn, ha espresso il suo apprezzamento al presidente del Consiglio Monti per le misure anti-sprechi annunciate dal governo. “Sono in linea con le raccomandazioni dell’Ecofin”, ha detto durante un incontro con Monti a Bruxelles, aggiungendo che la commissione europea “apprezza molto gli impegni dell’Italia in campo economico e fiscale”, soprattutto il recente provvedimento economico di tagli alla spesa pubblica.

Squinzi rettifica intanto almeno in parte le parole al centro dello scontro con il presidente del Consiglio, ma ribasdisce che non è certo per le sue parole se il debito pubblico italiano si aggrava. “Non sono le mie dichiarazioni a far salire o scendere lo spread”, ribadisce il presidente di Confindustria, precisando che “le mie frasi su Monti sono state distorte”. “Non me le aspettavo- aggiunge – sono polemiche basate su frasi decontesualizzate dal discorso generale in cui il senso era diverso”.

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, interpellata a margine della visita al Centro per l’impiego di Ivrea, ha stemperato i toni: “Non voglio polemiche – ha detto – il governo deve collaborare con le imprese e noi siamo qui sistematicamente per provarci. E’ importante che in questo momento con le grandi difficoltà che il Paese attraversa si lavori insieme senza perdersi in polemiche”.

Di tutt’altro avviso l’opposizione, che annuncia nuove iniziative contro il decreto: “Questa impostazione della spending review è incostituzionale e la Regione Veneto è determinata a ricorrere alla Corte Costituzionale”, ha annunciato a “24 Mattino” su Radio24 il presidente della Regione, Luca Zaia.

Ma richieste di modifiche al provvedimento arrivano dagli stessi membri del governo. “Mi auguro che in fase di conversione del decreto” sulla spending review “ci sia un recupero dei fondi agli Enti di ricerca”, a iniziare dal prestigioso Infn 2 al centro della scoperta del bosone di Higgs, afferma il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo in videocollegamento da Bruxelles con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

E mentre il leader del partito democratico Pier Luigi Bersani, interpellato durante un convegno del Pd sulla salute, preferisce evitare qualunque tipo di commento (“Non vorrei partecipare a queste discussioni. Qui al pd ci dedichiamo per un giorno alla sanità e ai servizi sociali…Stiamo al concreto”), c’è anche chi, come Pier Ferdinando Casini, pensa che Squinzi sia stato semplicemente “male interpretato” o che comunque il suo sia stato “un errore di comunicazione”. “Io stimo Squinzi – ha aggiunto – e mi rifiuto di pensare che abbia bocciato su tutta la linea il Governo, credo sia stato un difetto di comunicazione”.

Intanto i singoli ministri continuano a fornire dettagli sugli effetti del provvedimento. Secondo il responsabile della Sanità Renato Balduzzi “i posti letti pubblici diminuiranno, secondo una stima ancora provvisoria, di circa 7mila unità dal 2013” come conseguenza di tagli “per un totale di 7,9 miliardi sommando gli effetti della spending review a quelli della manovra estiva 2011”.  “Nel 2013 – ha precisato Balduzzi – ci saranno 4,3 miliardi in meno, 2,7 in meno per il 2014 e 900 milioni quest’anno”.

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