Polverini, il regalo copia incolla


fonte
di Primo Di Nicola

Un’area vincolata. Che il re dei rifiuti Manlio Cerroni vuole trasformare in una discarica. E dalla regione arriva il permesso. Che ricopia frase per frase proprio quello che scriveva Cerroni. L’ultima gaffe – chiamiamola così – della governatrice

(17 novembre 2011)

Manlio CerroniManlio CerroniUn regalo al re dei rifiuti romani Manlio Cerroni? L’esposto non lo dice esplicitamente, ma la documentazione spedita da Angelo Bonelli, leader dei Verdi e consigliere regionale del Lazio, alla Procura di Roma è un atto di accusa contro la governatrice Renata Polverini.

Nel Lazio, a causa della saturazione della discarica di Malagrotta, proprietario Cerroni, si stanno cercando alternative. Tra le aree individuate dal prefetto Giuseppe Pecoraro, nominato dal governo commissario straordinario per i rifiuti del Lazio, una si trova a Riano e appartiene allo stesso Cerroni.

Proprio su quest’area si è aperto un giallo.

Nel 2009 Cerroni la propose alla Regione come nuova discarica con uno studio della sua società Colari, ma la Regione bocciò l’idea perché la zona era vincolata. Dopo due anni ecco un sorprendente lasciapassare, proprio grazie al parere positivo fornito da uno studio uscito dagli uffici della Polverini. Che però, contesta Bonelli, riprende «ampie parti dello studio Colari» di Cerroni, «facendo un copia-incolla di frasi e paragrafi con gli stessi errori di battitura».

I dettagli della scopiazzatura sono elencati nell’interpellanza che lo stesso Bonelli ha presentato alla presidente Polverini e che ha poi trasmesso alla procura della Repubblica. Qualche perla tra i tanti copia-incolla denunciati da l leader dei Verdi: a pagina 24 dello studio della Regione e a pagina 9 dello studio Colari, «si indicano le stesse distanze sbagliate dalle abitazioni: 2,5 km che in realtà sono 700 metri»; a pagina 24 dello studio della Regione e a pagina 9 dello studio Colari si ritrovano gli stessi errori di battitura; sempre a pagina 24 del documenta regionale e a pagina 131 del documento Colari  si ritrova lo stesso paragrafo.

I sospetti di Bonelli sono pesanti. E senza tanti giri di parole li mette nero su bianco nella stessa interpellanza alla Polverini, nella quale, non senza una punta di ironia, chiede alla governatrice se non ritiene che «la procedura adottata per la redazione dello studio preliminare della Regione  «possa aver procurato vantaggi economici a società riconducibili a determinati imprtenditori operanti  nel settore dello smaltimento dei rifiuti». Cioè, Cerroni.

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