La polizia sgombera con la forza gli indignati a New York e Oakland


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Gli agenti in tenuta antisommossa hanno costretto gli occupanti di Zuccotti Park ad andarsene per “ragioni igieniche”. E loro si sono spostati a Foley Square. Il sindaco Bloomberg su twitter: “misura temporanea”. Anche in California, l’altro epicentro del movimento, i dimostranti sono stati allontanati: 33 arresti  e 70  a Manhattan

La polizia sgombera con la forza gli indignati a New York e OaklandScontri fra la polizia e i manifestanti di Occupy Wall Street a Zuccotti Park, New York (ap)

NEW YORK – La polizia ha completato l’evacuazione dei dimostranti anti-Wall Street da Zuccotti Park a New York, la piazza dove è iniziato il movimento di protesta nazionale1. Sono 70 le persone arrestate per aver opposto resistenza, anche se la maggior parte se n’è andata pacificamente. Sgomberati anche i manifestanti ad Oakland, in California.

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Dopo lo sgombero, i manifestanti non si sono persi d’animo e hanno deciso di spostarsi a Foley Square, a nord di City Hall, a qualche centinaio di metri da Zuccotti Park. Ma, secondo le testimonianze via twitter, la polizia li sta facendo allontanare anche da lì. E i giornalisti, come riferisce il New York Times, sono stati fatti allontanare dalla zona e non possono vedere cosa sta succedendo.

A quasi due mesi dalla nascita del movimento di protesta, alle due estremità degli Stati Uniti, le autorità hanno deciso di ricorrere alla prova di forza, e di imporre lo sgombero forzato alle centinaia e centinaia di giovani indignati, accampati da settimane nel cuore di New York e di Oakland 4, due degli epicentri principali delle manifestazioni negli Usa. In entrambi i casi centinaia di poliziotti in assetto anti-sommossa, il capo protetto da caschi e gli scudi in pugno, hanno atteso la notte per agire.

Prima è toccato alla City Hall Plaza, nel cuore della città californiana, dove alle 2 del mattino è scattato l’intervento delle forze dell’ordine: a differenza di quanto era accaduto in occasione di un primo tentativo analogo il 25 ottobre, i dimostranti hanno opposto una minore resistenza e non si sono verificati veri e propri scontri di piazza, ma almeno 33 persone sono comunque finite in manette per resistenza. Un centinaio di tende sono state rimosse dagli agenti. In segno di protesta e di dissenso dalla linea scelta dal sindaco Jean Quan, il difensore civico Dan Siegel ha rassegnato le dimissioni.

All’una di notte ora locale, è iniziata un’operazione identica per far sloggiare i manifestanti da Liberty Plaza, a Manhattan, il luogo dove il movimento vide la luce lo scorso 17 settembre, in pieno Zuccotti Park: un’area a verde pubblico di proprietà però della compagnia immobiliare privata ‘Brookfield Office Properties’, a due passi dal centro finanziario newyorchese. Il blitz era stato preceduto dalla distribuzione di volantini, nei quali si preavvertiva di quanto stava per succedere, motivandolo con motivi di igiene e di sicurezza per gli stessi accampati.

Su twitter, l’ufficio del sindaco Bloomberg precisa che lo sgombero è “temporaneo”. Gli occupanti, dice l’ufficio del sindaco, dovranno sgombrare “temporaneamente tende e teloni” ma i “manifestanti potranno tornare nel sito una volta pulito”. La situazione era diventata intollerabile, ha detto in seguito Bloomberg: “Disgraziatamente, il parco era diventato un luogo dove la gente non andava per protestare, ma per violare la legge, e, in certi casi, per fare del male agli altri” ha fatto sapere il sindaco in un comunicato.

Durante il fine settimana, le forze dell’ordine di varie città hanno sgomberato e arrestato manifestanti in diverse città americane. Per tentare di evitare il giro di vite delle autorità cittadine, i dimostranti hanno cominciato a spostare i propri accampamenti all’interno dei campus universitari, dove la presenza di docce, bagni e bar potrebbe far diminuire le preoccupazioni su sicurezza e igiene.

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