Le dieci domande di Cameron “Cittadini, diteci se siete felici”


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Il governo britannico lancia un sondaggio sulla felicità che sottoporrà a tutti gli abitanti, sulla scia dei suggerimenti di due Nobel per l’Economia. Riguardano loa sfera pubblica e privata e saranno la base anche per decidere nuove politiche

 ENRICO FRANCESCHINI

Le dieci domande di Cameron "Cittadini, diteci se siete felici"    (ansa)

LONDRA – Il governo britannico non vuole soltanto il voto ovvero il sostegno dei suoi cittadini. Vuole anche che siano felici: certo ragionando che non c’è un sostenitore più fedele di quello che si alza la mattina contento della propria vita. Per questo il primo ministro David Cameron ha deciso di lanciare un “sondaggio sulla felicità”, con una lista di dieci domande da inviare a tutti gli abitanti del Regno Unito per misurarne per l’appunto “l’indice della felicità”.

Siete soddisfatti della vostra vita? Siete soddisfatti di vostra moglie (o di vostro marito)? Come giudicate la vostra salute fisica e mentale? Avete un lavoro e ne siete soddisfatti? Siete contenti di vivere nel vostro quartiere e avete paura del crimine? Siete soddisfatti del vostro salario? Avete ricevuto una buona istruzione? Vi fidate dei politici nazionali e locali? Queste sono le principali domande del sondaggio, cui se ne aggiungono altre sullo stato dell’economia e dell’inquinamento, le cui risposte provengono dalle statistiche ufficiali.

Lo stato ha speso due milioni di sterline e impiegato un anno per preparare questa iniziativa. L’opposizione afferma che è una perdita di denaro e di tempo. Ma Cameron, accogliendo le raccomandazioni di due premi Nobel per l’Economia (Joseph Stiglitz e Amartya Sen), è convinto che il progresso di un paese non si misura soltanto in termini di prodotto interno lordo e tasso di disoccupazione, bensì anche su come e quanto i cittadini sono in grado di godersi la vita. Un modo per portare in Europa quel “diritto alla felicità” che un popolo più ottimista, e forse anche un po’ più ingenuo, come gli americani hanno voluto scrivere nella propria carta costituzionale.

Il problema è che le “dieci domande sulla felicità” sono state pubblicate proprio nel giorno in cui escono nuove cifre sull’andamento ancora poco incoraggiante dell’economia. I maligni dicono che il premier spera di nascondere la stagnazione e quasi recessione economica con tanti bei discorsi sulla futura felicità e sul necessario ottimismo per raggiungerla. Gli scettici commentano che, per quanto Cameron sia bene intenzionato, le risposte degli inglesi al sondaggio potrebbero fargli passare la voglia di farne un altro.

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