La fatica del ciclismo e la noia della F1


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L’immagine più bella rubata alla tv nel weekend sportivo appena trascorso? Qualche maligno potrebbe pensare al pareggio della Juve che la esclude dalle coppe europee, ma, com’è noto, il mal comune è senza audio, è solo tristezza e basta. No, l’immagine più bella appartiene a Stefano Garzelli: ha appena conquistato la Cima Coppi, il passo Giau della tappa Conegliano-Gardeccia Val di Fassa a quota 2.236 metri, e, prima di affrontare la discesa, cerca un giornale da mettersi sullo stomaco.

Ecco, in quell’inquadratura c’è più filosofia che nel film Tree of Life di Terrence Malick, dove lo stile «Discovery Channel» riesce a soffocare la bella storia di una famiglia americana.

Stefano Garzelli (LaPresse/D'Alberto)
Stefano Garzelli (LaPresse/D’Alberto)

Tutto evolve nello sport – i mezzi tecnici, la preparazione, l’alimentazione, le regole -, ma domenica 22 maggio, al termine di un bellissimo trittico di montagna dominato da Alberto Contador e dai suoi alleati spagnoli, Garzelli usa ancora il giornale, come facevamo noi da piccoli quando ci buttavamo giù in discesa (o qualcosa di simile) con biciclette improbabili e mettevamo la rosea sotto la maglietta perché così facevano i grandi campioni al Giro e al Tour. Stando a quel che diceva la radio. Lo confesso: non riesco più a divertirmi con l’automobilismo: gli alettoni, i pit-stop, i kers, il diffusore soffiato, l’elettronica…

Siamo arrivati al punto che, per rendere più interessante la gara, la tecnologia si è dovuta inventare il degrado delle gomme! Le tre tappe dolomitiche ci hanno regalato sole, pioggia, freddo, persino la grandine, la fatica, tanta fatica. Contador va più forte di tutti, irride persino gli avversari, ma le sconfitte di Garzelli e di Nibali ti restituiscono quel senso di umanità che altri sport hanno definitivamente perso. Sì, lo so, c’è sempre la spada di Damocle del doping, ma la convinzione è che se uno si mette ancora un giornale sullo stomaco può anche fare a meno della farmacia del diavolo. Per il bene del ciclismo, dello sport e anche dei giornali.

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