Giù la Merkel. Prima la SDP


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Brema, votano i minorenni – Giù la Merkel, i Verdi al 23%

Per la prima volta in uno Stato sono chiamati al voto anche i giovani dai 16 anni in su. Secondo le proiezioni, la Cdu della cancelliera crolla al terzo posto. Prima la Spd, secondi i Gruenen, gli ecologisti tedeschi. La sfida dei ragazzini come una versione-soft della protesta spagnola

 ANDREA TARQUINI

Brema, votano i minorenni Giù la Merkel, i Verdi al 23%L’esultanza di Karoline Linnert
candidata dei Verdi

BERLINO – Disfatta per il partito della cancelliera Angela Merkel e per i suoi alleati liberali alle prime elezioni in uno Stato in Germania in cui sono ammessi al voto anche i minorenni, cioè i giovani dai 16 anni in su. E’accaduto oggi a Brema, antica, splendida città-Stato anseatica del Nord tedesco. Nel più piccolo dei sedici Bundeslaender dellaRepubblica federale, la Cdu della signora Merkel crolla al terzo posto, sorpassata non solo dalla socialdemocrazia (Spd) che governa la città-Stato dall’instaurazione della democrazia dopo il ’45 grazie ai vincitori-occupanti britannici e americani, ma anche dai Verdi. I Gruenen, gli ecologisti tedeschi, si rivelano sempre più la nuova forza trainante delle opposizioni di sinistra, e a lungo termine, a livello nazionale, ipotesi di un loro eventuale futuro accordo di coalizione con la Merkel non appaiono più impossibili.

Ecco come ha votato il primo Stato della Repubblica federale che si è affidato anche al “responso dei ragazzini”, secondo le proiezioni di solito veloci e attendibili effettuate dalle tv pubbliche Ard e Zdf dopo la chiusura dei seggi, alle 18 locali e italiane: la Spd del popolare governatore Jens Boehrnsen, un’incarnazione dell’anima moderna e migliorista della sinistra, resta primo partito con un lusinghiero 38 per cento. I Verdi volano al 23 per cento e diventano quindi la seconda forza politica locale. Sorpassano oltre misura la Cdu della Merkel che precipita al 21,5 per cento. Peggio ancora va per i liberali (Fdp) del ministro

degli Esteri Guido Westerwelle, alleati sempre più deboli per la cancelliera: vanno sotto il 5 per cento, quindi non saranno più rappresentati nel Parlamento dello Stato. La loro corsa al declino appare ormai inarrestabile. Buono invece il risultato della Linke, la sinistra radicale composta da ex comunisti dell’est e transfughi da sinistra della Spd: va attorno al 6,5 per cento, quindi sicura della rappresentanza, e conferma il suo trend di prendere piede anche all’Ovest della Repubblica federale.

Per il governo federale, è un nuovo segnale di insoddisfazione e malcontento, nonostante l’economia tedesca sia la più forte (e quella dalla crescita più veloce) in tutta l’Unione europea, e nonostante la Merkel abbia voluto e saputo salvare il welfare tedesco. Il test della piccola Brema (circa 550 mila elettori) era ritenuto interessante soprattutto perché è stata la prima volta che i minorenni, dai 16 anni in su, sono stati chiamati a votare. L’idea era di avvicinare i giovani alla democrazia e risvegliare loro l’interesse nella politica. Ottima idea, ma per la Merkel e il suo partito non ha pagato. Città universitaria, sede di cantieri e antiche imprese portuali, location di importanti linee di montaggio Mercedes e di altre grandi aziende, grande magnete turistico ma alta disoccupazione, Brema col voto-sfida dei ragazzini ha reagito al governo federale quasi come con una versione soft della protesta spagnola, pur essendo lontana anni luce dalla Puerta del Sol di Madrid.

(22 maggio 2011

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