Cuba, via alle riforme economiche e Fidel esce dal Comitato Pcc


da Repubblica
Cuba, via alle riforme economiche e Fidel esce dal Comitato Pcc Si agli inventimenti esteri, più iniziativa privata. Raul Castro: “Una pianificazione tenendo conto delle tendenze del mercato”. Eletti i nuovo vertici, di cui l’ex presidente ha chiesto di non far parte: “Credo di aver ricevuto ormai abbastanza onori. Non avevo mai pensato di vivere cosi a lungo”

L’AVANA – Taglio di lavoratori statali, eliminazione graduale del libretto di razionamento e ampliamento dell’iniziativa privata: sono queste alcune delle riforme proposte dal presidente cobano Raul Castro e approvate oggi dal VI Congresso del Partito comunista di Cuba (Pcc). Riforme che “aggiorneranno” il socialismo, ma sempre sulla base della pianificazione, anche se “terranno conto delle tendenze di mercato”. “La politica economica del partito – afferma un documento del Congresso diffuso ieri – seguirà il principio che solo il socialismo può vincere le difficoltà e preservare le conquiste della Rivoluzione e che nell’aggiornamento del modello economico predominerà la pianificazione, la quale terrà conto delle tendenze di mercato”. Oltre alla società statale socialista, che “resterà la forma principale nell’economia nazionale”, Cuba riconoscerà “investimenti stranieri, cooperative, piccoli contadini, usufruttuari, e i lavoratori autonomi”.

997 delegati del VI Congresso, che si chiude oggi, hanno votato il progetto di riforme, Il Congresso ha anche eletto il nuovo comitato centrale del Pcc, il quale oggi terrà la sua prima riunione, nella quale sarà eletto l’ufficio politico. Nella cerimonia di chiusura, alle 10 ora locale (le 16 in Italia), saranno resi pubblici i nomi dei nuovi dirigenti del partito. Raul Castro, 79 anni, secondo segretario del partito, potrebbe essere nominato primo segretario al posto di Fidel, ex presidente cubano che – da parte sua – ha chiesto di non fare parte del nuovo Comitato centrale del Partito comunista di Cuba (Pcc) ed ha appoggiato la proposta del presidente Raul di limitare i mandati politici a due periodi da cinque anni. In un articolo pubblicato oggi, Fidel ha affermato di aver detto al fratello Raul che “la cosa più importante era che io non ci fossi” nella lista dei membri del comitato centrale, eletti nel VI Congresso del Pcc e che oggi saranno resi pubblici. “Credo di aver ricevuto ormai abbastanza onori. Non avevo mai pensato di vivere cosi a lungo”, aggiunge. Raul “sapeva che io non avrei accettato alcun incarico nel partito, era stato lui a continuare a chiamarmi primo segretario e Comandante in capo, cariche che io ho delegato quando mi sono ammalato” nel 2006. E aggiunge: “Non potevo né ho mai provato a esercitare le cariche, anche quando ho ripreso la capacità di analizzare e scrivere”.

L’ex presidente ha detto il mese scorso che non era più il primo segretario del partito dopo la sua rinuncia del 2006. Raul è il secondo segretario e oggi potrebbe diventare primo segretario. Fidel, 84 anni, appare in diverse immagini pubblicate oggi sul sito Cubadebate mentre vota dalla sua abitazione i nuovi membri del comitato centrale del partito. “Ho letto le biografie dei nuovi membri proposti. Sono persone eccellenti”, aggiunge Fidel, il quale dice di aver suggerito a Raul di non togliere dal Comitato centrale persone che “per la loro età o salute non possono offrire molti servizi al partito”.
(19 aprile 2011)

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