Così si è comprato le ragazze


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Un ruolo in tivù. Un appartamento. Un incarico politico. O semplicemente banconote di grosso taglio. Il quadro dei rapporti tra Papi e le sue girls, come esce dall’inchiesta di Milano

(04 febbraio 2011)

In cima alla piramide di Arcore, per ora, svetta Ruby, la baby-reginetta da 5 milioni di euro. La velocità della sua ascensione al paradiso berlusconiano, unita alle cifre che la ragazza diceva (e scriveva) di aver concordato e in parte già ricevuto dal presidente del Consiglio, hanno scatenato invidie feroci nelle più collaudate Papi-girls. Un esempio tra i tanti: di ritorno da una notte di baldoria nella villa del premier, il 17 ottobre 2010, tre signorine si lamentano di aver incassato solo “duemila euro” a testa. Al che Nicole Minetti esplode: “E a Ruby 60 mila euro!”. Toccherà ai giudici, salvo nuove leggi salva-Silvio, decidere se Berlusconi abbia davvero commesso i reati di concussione e prostituzione minorile. Certo è che l’inchiesta ha già svelato un sistema: una “struttura organizzata” che seleziona e finanza decine di giovanissime, distribuendo ruoli e soldi. Tra sesso e potere, politica e denaro, ecco la scala sociale del sultanato di Arcore, Italia.


Poverine. Sono le escluse: niente sesso, addio carriera. Per la massa delle ragazze che sognano il successo televisivo, l’imperativo è farsi notare nei locali giusti di Milano: gli stessi ristoranti e discoteche delle escort e della coca. Il reclutatore numero uno è Lele Mora. Il suo segreto lo svelano testimoni come Maria M., 20 anni, straniera, spettatrice suo malgrado del Bunga Bunga del 12 luglio: “Quella sera così volgare ho capito, e Mora me l’ha confermato, che per entrare nel mondo dello spettacolo bisogna pagare un prezzo: vendere il proprio corpo”. Maria dice no. E Mora la caccia dal suo “harem”. N. T., 20 anni, milanese arruolata dall’amica Aris, era pronta ad “andare a letto con il presidente” in cambio di una busta “da mille euro in su”. Ma il 6 gennaio 2011 non ce l’ha fatta a spogliarsi “come le altre 20 ragazze” di Arcore: “Vedendolo di persona, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal presidente, non me la sono sentita”.

Coloradine e meteorine. Per quelle che passano le serate con “il presidente”, d’incanto si spalancano le porte dei “programmi tv” come il meteo di Emilio Fede o Scorie: contratti pagati non solo dalle reti berlusconiane, ma anche dalla Rai. Il capo del governo gradisce interi corpi di ballo: “Stasera vuole uno stacchetto di noi coloradine”, dice una ballerina. E un’altra viene avvertita che il figlio del capo non ne può più: “Se fai sempre chiedere a Lui, Pier ti fa fuori… A Mediaset la Raffa non ci mette più piede”.

Bungarelle. Sono almeno 14 le bellezze intercettate con buste di banconote da 500 euro “consegnate personalmente da Berlusconi”, dopo ogni notte di Bunga Bunga, o dal suo tesoriere Giuseppe Spinelli. Ruby, secondo l’accusa, era solo una delle tante: i 5 milioni li chiede non per il sesso, ma per smentire i suoi quattro interrogatori.

Olgettine. Le favorite ottengono lo status di mantenute: il pm Antonio Sangermano ne ha fatte perquisire otto nel residence di via Olgettina 65, pagato da Spinelli tramite la Minetti. La più intoccabile è Marysthell Polanco, che resiste perfino all’arresto del suo convivente dominicano con 12 chili di cocaina.

Consiglierine. Le più “brave” entrano in politica. E il conto lo pagano i contribuenti. L’inchiesta, insomma, riconferma che la escort Patrizia D’Addario non si era inventata nulla raccontando i retroscena “sul lettone di Putin” della sua candidatura in Puglia. Consigli comunali, provinciali e regionali sono il primo livello. E la politica è solo un mezzo per arrivare ai soldi. “E ora che faccio?”, protesta una Papi-girl: “Sto in Comune cinque anni a guadagnare 600 euro al mese?”.


Onorevoline
. Dopo anni di polemiche sulle sexy-deputate, anche in questi mesi di crisi Berlusconi continua a promettere “posti in Parlamento” alle sue dilette. “Barby” Faggioli ne è orgogliosa: “Me l’ha detto davanti a Maria Rosaria Rossi!”. Invece la Minetti, già fatta eleggere da Silvio con il cattolico Formigoni, snobba Roma così: “Guadagnerei solo duemila euro in più”.

Mara Carfagna e le europarlamentarine. Licia Ronzulli, dopo le feste del 2008 in Sardegna, ora ricompare tra i registi di una serata estiva ad Arcore, ma non è certo l’unica eurodeputata amica di Papi. A parlar male delle rivali più in vista è la Minetti, unica sbeffeggiata dal libro “Mignottocrazia”, che grida all’ingiustizia: “Su di me c’è un capitolo pesantissimo… Invece della Matera, o della Ronzulli, dice semplicemente: “europarlamentare”. E della Carfagna che vuoi dire? � ministro…”.

 

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