Ndrangheta, 41 arresti anche ex sindaco australiano


fonte ANSA

Con ‘Crimine 2’, operazione di carabinieri e polizia, ordinanze di custodia in Calabria, Germania, Canada e Australia

REGGIO CALABRIA – In Italia ed all’estero operazione contro la ‘ndrangheta condotta dai carabinieri e dalla polizia per l’esecuzione di 41 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria. Gli arresti vengono eseguiti, oltre che in Calabria, in Germania, Canada ed Australia.

L’operazione, denominata Il Crimine 2, è condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros, insieme alla Squadra mobile della Questura reggina. Le persone contro le quali vengono eseguiti i provvedimenti restrittivi sono accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata a vari reati. I carabinieri stanno eseguendo 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui sei in Germania, mentre la polizia sta provvedendo ad eseguire sette ordinanze, cinque delle quali in Canada ed Australia.

Le cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria avevano replicato il loro modello organizzativo nel nord Italia, in particolare in Lombardia, ed all’estero. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Dda di Reggio Calabria che ha portato all’emissione di 41 ordinanze di custodia cautelare che carabinieri e polizia stanno eseguendo nell’ambito dell’operazione Il Crimine 2. La riproposizione del modello organizzativo calabrese della ‘ndrangheta e’ stata gestita da affiliati che vivono del nord del Paese ed all’estero dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio della provincia di Reggio Calabria.

COINVOLTO EX SINDACO CITTA’ AUSTRALIANA – C’é anche l’ex sindaco della città australiana di Stirling, Tony Vallelonga, tra le 41 persone coinvolte nell’operazione ‘Crimine 2’ condotta dai carabinieri e dalla polizia su direttive della Dda di Reggio Calabria. Vallelonga, originario di Nardodipace (Vibo Valentia), era emigrato in Australia oltre 30 anni fa ed è stato sindaco di Stirling per nove anni, dal 1996 al 2005. Vallelonga, nel corso delle indagini, è stato anche intercettato mentre discuteva degli assetti operativi della ‘ndrangheta in Australia con il boss di Siderno (Reggio Calabria), Giuseppe Commisso, detto ‘u mastru. L’indagine ha accertato la presenza di ‘locali’ della ‘ndrangheta in Australia, dove il gruppo criminale era denominato Thunder Bay, ed in Canada, e in particolare a Toronto, costituiti da cosche della Locride. In Germania, i carabinieri, hanno arrestato, tra gli altri, il boss Bruno Nesci, capo del ”locale” costituito dalle cosche della ‘ndrangheta. Proprio in Germania gli investigatori hanno documentato una riunione tra affiliati con esponenti della criminalita’ organizzata calabrese provenienti dalla Svizzera. L’indagine, inoltre, ha consentito di accertare i collegamenti della ‘ndrangheta a Torino, dove la criminalita’ calabrese era rappresentata da Giuseppe Catalano e Francesco Tamburi e da Genova, con la presenza di altri due esponenti di spicco della criminalità calabrese, Domenico Belcastro e Domenico Gangemi.

BOSS ASSERRAGLIATO PER ORE IN BUNKER – E’ rimasto asserragliato per alcune ore nel bunker che si era fatto costruire nella sua abitazione di Palizzi, prima di farsi arrestare, Francesco Maisano, di 46 anni, boss della ‘ndrangheta coinvolto nell’operazione Crimine 2. Maisano, quando i carabinieri hanno bussato alla porta di casa per eseguire il provvedimento, si è rifugiato nel bunker dicendo alla moglie di riferire ai militari che non c’era. I carabinieri hanno intuito invece che Maisano era in casa e dopo avere individuato il bunker hanno instaurato col boss una trattativa che si è protratta per alcune ore fino a quando l’uomo non è uscito dal rifugio e si è fatto ammanettare. In Germania, ad una delle persone arrestate, Antonio Domenico Ciancioruso, uno dei capi del locale di Singen, la polizia tedesca ha sequestratio una pistola illegalmente detenuta e cartucce per pistola calibro 38.

AFFARI COSCHE IN QUATTRO PAESI ESTERI – Germania, Svizzera, Australia e Canada: sono i quatto Paesi in cui le cosche della provincia di Reggio Calabria gestivano i loro affari con la complicita’ degli affiliati che vi risiedono e con cui sono in stretto collegamento. E’ quanto emerge dall’operazione Crimine 2. In particolare, secondo quanto ha riferito il Procuratore della Repubblica di Reggio, Pignatone, in Canada ed in Australia c’é una forte influenza delle cosche di Siderno, e quindi di tutta la fascia jonica della provincia di Reggio, mentre gli affari in Germania e Svizzera vengono gestiti dalle cosche di Rosarno e quindi della zona tirrenica reggina. Gli affari della ‘ndrangheta all’estero hanno trovato pieno riscontro nel corso delle indagini condotte, su delega della Dda reggina, dai carabinieri e dalla polizia, con l’emissione di sei ordinanze di custodia cautelare per affiliati alla ‘ndrangheta coinvolti nell’operazione che vivono in Germania e Svizzera e cinque provvedimenti per gli emissari in Canada e in Australia. Le attività illecite sono riconducibili a tre filoni principali: il narcotraffico, il traffico di armi e il condizionamento della vita economico-imprenditoriale nel territorio di competenza.

E’ UNA STRUTTURA UNITARIA E GERARCHICA – All’estero era un po’ come a Reggio e in provincia, stessa organizzazione, stessi ruoli: l’operazione Crimine 2 ha offerto uno spaccato inedito della ‘ndrangheta, evidenziando l’esistenza di organismi (“provincia”, “mandamento” e “locali”), di gradi (sgarrista, santista, vangelo) e di ruoli (“cariche”), che rivelano un assetto mafioso basato su una struttura unitaria gerarchicamente organizzata, in cui le decisioni vengono assunte dal vertice provinciale di Reggio Calabria, nel rispetto rigoroso di regole e procedure, lasciando tuttavia alle dipendenti articolazioni esterne ampi margini di autonomia nella gestione delle attività criminali nel territorio ove operano. In sintesi, l’organizzazione ‘ndrangheta ricomprende un vertice, denominato ”Provincia”, e tre mandamenti (Tirrenico, del Centro e Jonico), all’interno dei quali sono individuabili le “locali” di ‘ndrangheta, organizzate sempre su base territoriale. Le ”locali” costituite fuori dal territorio della provincia di Reggio Calabria rispondono alla “Provincia” direttamente o attraverso “locali” di uno dei tre “mandamenti” reggini. Solo la Lombardia presenta la peculiarità che i suoi “locali” sono collocati in una struttura, assimilabile al “mandamento”, denominata “Lombardia”.

DECINE E DECINE LE IPOTESI DI REATO – Le 41 persone arrestate oggi, in Italia e all’estero rispondono, a vario titolo di associazione mafiosa per aver fatto parte, con altre persone allo stato non ancora individuate, e con Giuseppe Pelle, Giovanni Ficara, Rocco Morabito, Antonino Latella, Vincenzo, Antonino e Francesco Pesce, Carmelo Iamonte e Antonio Ursino (nei cui confronti si procede separatamente) e con Domenico Alvaro Domenico (deceduto) dell’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta. Le ipotesi di reato sono decine: commettere delitti in materia di armi, esplosivi e munizionamento, contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, in particolare commercio di sostanze stupefacenti, estorsioni, usure, furti, abusivo esercizio di attività finanziaria, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, corruzioni, favoreggiamento latitanti, corruzione e coercizione elettorale, intestazione fittizia di beni, ricettazione, omicidi; – acquisire direttamente e indirettamente la gestione e/o controllo di attività economiche, in particolare nel settore edilizio, movimento terra, ristorazione; acquisire appalti pubblici e privati; ostacolare il libero esercizio del voto, procurare a sé e ad altri voti in occasione di competizioni elettorali, convogliando in tal modo le preferenze su candidati a loro vicini in cambio di future utilità; conseguire per sé e per altri vantaggi ingiusti.

ALFANO, ALTRO STRAORDINARIO SUCCESSO – ”Ancora un altro straordinario successo nella lotta a tutte le mafie: i 41 arresti eseguiti questa mattina in Italia e all’estero dalle forze dell’ordine, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, costituiscono un ennesimo micidiale colpo alla ‘ndrangheta calabrese e alle sue ramificazioni, dando l’esempio di uno Stato impegnato in prima linea nello smantellamento del crimine organizzato”. Lo afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. “Questo risultato – aggiunge il Guardasigilli – premia il lavoro costante e l’alta professionalità dei magistrati e delle forze dell’ordine. Il mio plauso va, dunque, alla Dda della procura reggina, agli uomini del Ros dell’Arma dei Carabinieri e della Squadra Mobile della Questura”.

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