Federalismo, sì della Camera alla fiducia


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E la Lega sventola in aula le bandiere

314 favorevoli, 291 contrari e 2 astenuti. Il ministro per la Semplificazione, Calderoli annuncia: “Chiederò nel prossimo Cdm l’ampliamento di quattro mesi dei termini di scadenza”. Anche Berlusconi col fazzoletto verde

Federalismo, sì della Camera alla fiducia E la Lega sventola in aula le bandiereSilvio Berlusconi

ROMA – La fiducia sul federalismo municipale è passata alla Camera con 314 sì e 291 no e 2 astenuti. Umberto Bossi, applaudito dai deputati della Lega, però avverte: “Ora arriva la parte più difficile, quella del federalismo regionale e provinciale”. Il Senatur ha mostrato ottimismo: “Un altro giro di mattoni in più. Siamo quasi al tetto. Abbiamo iniziato adesso anche il federalismo regionale”, ha aggiunto. Sulla tenuta della maggioranza, il ministro delle Riforme e leader del Carroccio ha confermato: “Per adesso tiene. Berlusconi è l’unico che ci ha dato i voti”. “Ci avevano detto ‘fai saltare il miliardario e domani approviamo il federalismo’, ma Berlusconi è l’unico che ci ha dato i voti subito. In Bicamerale ci ha dato 12 voti. Non ci possono chiedere di mettere a repentaglio un risultato acquisito”. I deputati leghisti hanno sventolato in aula le bandiere verdi, suscitando le reazioni dell’opposizione e costringendo il presidente di turno a sospendere per qualche minuto la seduta.

FOTO: LE BANDIERE IN AULA 1

VIDEO: VOTO E SEDUTA SOSPESA 2

SCHEDA: I PUNTI DEL FEDERALISMO 3

Berlusconi ha votato la fiducia suggellando il suo sì al provvedimento tanto caro alla Lega con indosso un fazzoletto verde, nel taschino della giacca, alla maniera dei deputati del Carroccio. Il presidente del Consiglio ha espresso tranquillità anche sul fatto che i voti favorevoli sono stati inferiori alle previsioni della maggioranza: ai giornalisti che gli facevano notare che c’era stato qualche voto in meno rispetto all’ultimo voto di fiducia, il premier non si è scomposto. “C’è stato qualche assente ma sono tranquillo, tranquillissimo – ha risposto – sapevamo che c’erano alcuni malati e due in missione. Altrimenti saremmo 322”.

Proroga alla delega. Dopo un incontro con una delegazione del gruppo dei Popolari d’Italia, il ministro Calderoli ha assunto l’impegno di proporre al Consiglio dei ministri di domani “un’iniziativa legislativa finalizzata alla proroga di quattro mesi del termine di scadenza della delega prevista dalla Legge 42” sul federalismo fiscale prevista attualmente per il 21 maggio, “fermo restando il rispetto dei tempi stabiliti per l’esame dei decreti legislativi già deliberati dal Consiglio dei ministri”.

I contrari. Il no alla fiducia è stato espresso dal Futuro e libertà per bocca del capogruppo alla Camera, Benedetto Della Vedova. “Non è una buona riforma, non è condivisa, è frettolosa” e determina un “aumento della spesa al nord e aumento delle tasse al sud”. Fli, ricorda, aveva detto “sì alla legge delega sul federalismo fiscale ma il decreto attuativo è sbagliato, frettoloso e dannoso per i contribuenti”. E la fiducia posta dal governo è “incomprensibile” a meno che “il problema non sia compattare la maggioranza, che è dei numeri ma non politica su un provvedimento delicato”. E per questo “votiamo no”.

Anche l’Udc ha votato contro, così come aveva annunciato il leader del partito, Pier Ferdinando Casini: “Ci sono ragioni politiche e di merito che di inducono a dire no ancora una volta. Non possiamo fidarci della Lega, almeno finché non ci troveremo su alcune cose elementari, del tipo Roma non è Roma ladrona ma la nostra capitale”. “Se si vuole un federalismo che unisce, perché esaltare gli egoismi? – si chiede il leader dell’Udc  – il federalismo fiscale in questo provvedimento non esiste, è solo uno spot, aumenterà le tasse a tutti i cittadini italiani. Non si vuole fare un vero federalismo ma si vuole approvare uno spot della Lega”.

“Se il federalismo fiscale lo si fa e lo si fa per bene, lo votiamo. Se, invece, si fa un pasticcio, noi votiamo contro. Questo decreto, al di là delle vostre favole, è un pasticcio. Per questo votiamo contro il provvedimento e contro la fiducia”. Lo aveva annunciato Pierluigi Bersani, leader del Partito democratico. Che poi ha avvertito, rivolgendosi al governo: “Voi mettete le mani nelle tasche dei cittadini per procura. Io vi parlo diritto: cara Lega, non venite a dire che reggete Berlusconi per fare il federalismo. Noi vi garantiamo che il processo federalista va avanti” anche senza di lui. Bersani ha duramente attaccato la Lega: “Se volete reggere il moccolo all’imperatore, al miliardario, non mettete la scusa del federalismo che non c’entra niente”.

(02 marzo 2011)

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