Disfatta elettorale per la Cdu ad Amburgo stravince la Spd


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Nella città-Stato l’Unione cristianodemocratica della cancelliera Angela Merkel crolla dal 42,6% al 20-20,5%. I socialdemocratici di Olaf Scholz volano al 49-50%. E il partito di governo rischia molto in parecchie delle numerose consultazioni previste quest’anno

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

Disfatta elettorale per la Cdu ad Amburgo stravince la SpdOlaf Scholz al seggio

BERLINO – Gravissima sconfitta della Cdu della cancelliera Angela Merkel alle elezioni di oggi della città-Stato di Amburgo: secondo i primi exit poll, il partito di maggioranza relativa non solo perde il governo locale, ma incassa una batosta al di là di ogni previsione, scendendo dal 42,6% delle precedenti regionali (tenutesi nel 2008) a un misero 20,5%. La Cdu esce quindi più che dimezzata da questa consultazione. Con il leader riformatore Olaf Scholz i socialdemocratici (Spd) volano, dal 34,1% a un risultato attorno al 49,5%. Con ogni probabilità quindi la Spd arriverà alla maggioranza assoluta, e potrà governare da sola il Bundesland che è anche la seconda città tedesca per abitanti, e la più ricca in assoluto. Avanzano anche i Verdi, che dal 9,6% di tre anni fa arrivano all’11-11,6%, mentre i due partiti minori, cioè la Linke (sinistra radicale, opposizione) e la Fdp (liberali, partner di governo della Merkel e della Cdu anche nel governo regionale uscente di Amburgo) si attestano entrambi attorno al 6,5%, quindi ben al di sopra del quorum del 5% necessario a essere rappresentati.

La disfatta della Cdu era annunciata in ogni sondaggio, ma la sua portata, e la portata del successo socialdemocratico, hanno sorpreso. A livello federale, con il risultato di Amburgo Angela Merkel inizia malissimo il ‘super-anno elettorale’, in cui si terranno elezioni in altri sei dei sedici Stati della Bundesrepublik. In molti, sempre secondo le indagini d’opinione, i cristianoconservatori della cancelliera rischiano grosso. Persino nel ricco Baden-Wuerttemberg, il Bundesland (Stato federale) del Sudovest che è quasi da sempre un bastione democristiano.

Ad Amburgo, la Spd ritrova in molti sensi il suo orgoglio e la sua voglia di fare politica: a battere il borgomastro-governatore democristiano Christoph Ahlhaus è stato Olaf Scholz, leader locale cresciuto politicamente nell’èra del governo (1998-2005) del cancelliere socialdemocratico riformista Gerhard Schroeder e del suo vice, l’allora leader verde Joschka Fischer.

Un fatto significativo: dieci anni fa i democristiani avevano espugnato Amburgo, tradizionale ‘bastione rosso’ (socialdemocratico) nel dopoguerra grazie al loro candidato, Ole von Beust. Un modernista, riformatore, esponente di spicco dell’ala aperturista della Cdu incarnata da Angela Merkel, e popolarissimo anche perché gay dichiarato. Ma quando nel 2010 von Beust ha deciso per ragioni private di lasciare la politica, il partito lo ha sostituito come governatore col conservatore, tradizionalista Ahlhaus. A cui gli elettori, anche e soprattutto la nutrita borghesia illuminata della metropoli anseatica, hanno preferito un ritorno della Spd col suo leader locale riformista e antimassimalista, Scholz appunto. Visto il complesso sistema elettorale di Amburgo città-Stato (gli elettori, 1,3 milioni, devono riempire la scheda con 19 crocette) i risultati definitivi ufficiali saranno noti solo tra qualche giorno ma l’indicazione politica di exit poll e proiezioni è già chiarissima.

I successi della Merkel a livello nazionale, europeo e internazionale, e la forte ripresa economica della Germania, non bastano a salvare il partito della ‘donna più potente del mondo’ da disfatte elettorali. In molti Bundeslaender hanno conseguenze fatali per il governo federale e la cancelliera la disaffezione per la leadership Cdu locale, insieme (solo in alcuni casi) a tensioni sul mercato del lavoro e a paure verso le conseguenze della crescente integrazione europea e del costo per la Germania del salvataggio degli Stati dell’eurozona in difficoltà. Al Bundesrat (Camera degli Stati, la seconda Camera tedesca) le opposizioni possono acquisire quest’anno un forte vantaggio e ciò renderà più difficile la legislazione e l’azione di governo per Angela Merkel.

(20 febbraio 2011)

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