Berlusconi guai dal Montenegro «Truffa energetica al paese»


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tralicci energia elettrica 304Un’altra tegola si abbatte sul premier. Stavolta i guai arrivano dal Montenegro. Il partitod’opposizione PZP (Pokret za Promjene letteralmente Movimento per i Cambiamenti, un partito che promuove il rispetto dei diritti civili)ha sporto denuncia presso la Corte Suprema di Potgorica contro l’ex primo ministro Milo Djukanovic e il  premier italiano Silvio Berlusconi per «aver inflitto danni incommensurabili al settore energetico del Montenegro e provocando danni enormi al popolo montenegrino con “accordi segreti”».

Il PZP sostiene che i due, insieme a sette altri funzionari Montenegrini, hanno causato perdite al Montenegro per un totale di centinaia di milioni di euro nel corso della parziale privatizzazione della società elettrica del Montenegro, EPCG, e CGES, società si occupano di distribuzione di energia elettrica. EPCG e CGES sono le due imprese più importanti del settore energetico del Montenegro e sono strategiche per il paese: sono state entrambe in parte acquisite da imprese italiane negli ultimi due anni.

La milanese A2A ha vinto un appalto nel 2009 e ha acquisito oltre il 40 per cento della EPCG, mentre Terna Rete Elettrica ha acquisito un pacchetto di minoranza del 22 per cento delle azioni di CGES l’anno scorso, saltando la gara d’appalto e procedendo per negoziato diretto.

Secondo il PZP, questi accordi con le società italiane vanno letti nell’ottica della creazione di un «piano per la lobby dell’energia in Italia per controllare il settore energetico del Montenegro».

Uno dei motivi principali di questa denuncia, ha spiegato Lorenzo Valloreja, dell’associazione pescarese “Nessuno tocchi il nostro futuro”, è stata la richiesta fatta da A2A al Governo montenegrino di aumentare il costo delle bollette dell’utenza locale del 78%, a partire da Aprile 2011, per giungere poi, in tempi non lontanissimi, pare al 200%.

Cosa c’entra Pescara con l’energia montenegrina? I recenti accordi in campo energetico conclusi da Italia e Montenegro prevedono la realizzazione di un cavo sottomarino fra i due paesi ad opera di Terna. Il progetto è di 415 km complessivi, che si svilupperanno per 390 km in cavo sottomarino, per 10 km in cavo interrato in Montenegro, e per 15 km in Abruzzo con cavi interrati da Pescara a Cepagatti. La corrente verrebbe trasportata da Tivat a Pescara, poi verso Villanova per proseguire fino a Gissi, con uscita finale a Foggia. Un investimento da 720 mln di euro da parte di Terna.

Secondo Valloreja c’è un grande disegno del governo che mirerebbe a far diventare l’Abruzzo un centro energetico di importanza internazionale.

Il leader del partito PzP Nebojsa Medojevic ha detto in una conferenza stampa martedì scorso che se il procuratore non avvia un procedimento cautelare, verranno montate le piazze per organizzare manifestazioni di piazza, «come in Egitto». Djukanovic si è dimesso dal suo incarico come primo ministro nel mese di dicembre dopo aver guidato il paese per quasi venti anni. E’attualmente processabile ed estradabile in Italia.

17 febbraio 2011

 

Un Commento

  1. Pasquale

    Mha, mi sa che anche chi fà il nostro interesse commette un illecito penale, tra poco diventerà reato per Berlusconi anche la sua presenza in Italia.

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