Per la stampa estera il Rubygate è un reality che supera la fiction


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di Elysa Fazzino

 

E’ un grande reality show e nessuno si vuole perdere una puntata. Nemmeno all’estero. Il Rubygate di Silvio Berlusconi resta al centro dell’attenzione della stampa straniera, con le ultime rivelazioni e un interrogativo sempre più insistente: fino a quando l’Italia lo lascerà al governo?

Il Washington Post nota una singolare coincidenza: proprio mentre l’Italia era inondata di intercettazioni e documenti giudiziari sullo scandalo sessuale di Berlusconi, Mtv ha annunciato che girerà in Italia la quarta stagione di “Jersey Shore”. Nel piccante reality americano brilla Snooki, diva trash che spopola negli Usa. “Ma prima ancora che arrivi Jersey Shore, gli italiani sono stati catturati dal loro salace – ed effettivamente reale – reality show”.

I reati di cui Berlusconi è accusato potrebbero mandarlo in galera per 15 anni, osserva sul Washington Post Nina Burleigh, nell’articolo intitolato “Nell’Italia di Berlusconi, politica, sesso e Snooki”. “Se cade, gli italiani potrebbero entrare in una nuova era nella politica di genere”, sottolinea l’autrice, ricordando che nella classifica dell’uguaglianza tra i sessi del World Economic Forum l’Italia è 74.ma su 134.

“L’intera carriera di Berlusconi è stata costruita sul sessismo”, argomenta la Burleigh, descrivendo l’avanzata delle “veline” nella vita politica italiana. A suo parere, le scappatelle del premier tolgono l’illusione che gli uomini potenti possano usare le donne come vogliono senza conseguenze. “Chiunque lo sostituisca come primo ministro – conclude – certamente non metterà le sue showgirl come membri del governo”.

“Perché l’Italia sopporta Berlusconi?”: sul magazine Time è Beppe Severgnini che spiega ai lettori Usa come mai l’Italia è “alla mercé” di una diciottenne marocchina e di un’igienista dentale.

Il quadro che emerge dalle intercettazioni – scrive – rivela “molto più che soltanto uno stile di vita sbalorditivo. Coinvolge le istituzioni italiane, organi eletti e servizi statali come le scorte di polizia, tutti sfruttati e imbarazzati dalle presunte buffonerie di Berlusconi. Tristemente, l’uomo che dovrebbe indicarci la strada si sta trasformando in un modello di comportamento catastrofico”.

“La debolezza di Berlusconi è umana, ma non perdonabile”, afferma Severgnini, che chiede che le accuse siano “provate o confutate in tribunale”. “Questa volta, non conoscere la verità è un prezzo che gli italiani non possono permettersi di pagare. Abbiamo il dovere di dare una risposta ai giovani italiani: cosa ci sta succedendo?”.

Facendo il punto delle vicissitudini del premier, il Financial Times titolava sabato“L’Italia avverte la fine di un’era per Berlusconi”, riprendendo i concetti espressi sul Sole 24 Ore da Stefano Folli (“In un clima di fine regno tutto spinge verso il voto anticipato”).

Il Parlamento – scrive Guy Dinmore – va verso lo stallo, mentre i diplomatici europei a Roma sono stupefatti da questa saga e prevedono che l’immagine dell’Italia come potenza marginale sarà rafforzata. I sondaggi indicano che una fetta crescente di italiani è incerta su come votare. Domina l’incertezza.

Il Ft ha pubblicato anche un “divertissement” di Matthew Engel, “L’imperatore è nudo”.

Nella storia di Roma – scrive Engel – è sempre più difficile trovare un precedente che “renda giustizia al regno” di Berlusconi. Scartati Caracalla, Valentiniano I, Sebastiano e Antemio – i cui piaceri erano principalmente il potere, la conquista, la tirannia e i massacri – Engel (rifacendosi all’opera dello storico Edward Gibbon) suggerisce un parallelo con Elagabalo (218-222 DC) che viveva in una “effeminata lussuria” e Carino (283-285) col palazzo pieno di ballerine e prostitute. Con una differenza rispetto a Berlusconi: Elagabalo regnò da adolescente, Carino pure era giovane, mentre il primo ministro italiano ha 74 anni.

La difesa di Berlusconi è “infantile ma efficace”, sostiene intervistato dalla Bbc l’ex diplomatico Carlo Ungaro.

La stampa britannica dà spazio agli sviluppi di cronaca con aggiornamenti frequenti sui siti web. ” Berlusconi progettava party bunga bunga quando è stata annunciata l’indagine”, “La ragazza dell’indagine partecipa a serata in discoteca”, titola ilTelegraph, che dà spazio anche alla possibilità di una “successione dinastica” con Marina Berlusconi: “Figlia di Berlusconi sollecitata a entrare nell’agone politico”.

Sulle ultime intercettazioni si concentra anche il Daily Mail: “Testi intercettati mostrano che Papi stava progettando uno dei suoi famigerati party prima che gli inquirenti rivelassero che è sotto indagine”. Il tabloid non ha mancato di far notare che Berlusconi ha invitato gli italiani a non pagare canone tv. Così il Times di Londra: “Showgirl andava alle feste di Berlusconi anche dopo arresto per droga del boyfriend”. “Berlusconi teneva sex party nonostante lo scandalo”. Più fantasioso il titolo sul domenicale Sunday Times: “la sporca mezza dozzina di Berlusconi”.

Il Guardian descrive l’assedio della stampa italiana alle donne “al centro della tempesta”. Sotto i riflettori c’è anche María Ester García Polanco, che ha detto all’Observer, il domenicale del Guardian, di essere preoccupata per sua figlia.

Il caso italiano è usato in chiave di politica interna dall’Independent per criticare il dominio editoriale di Rupert Murdoch “Pensare italiano: il Regno Unito è come Berlusconi senza puttane”. E accade sempre più spesso che i politici stranieri prendano Berlusconi come esempio negativo: su Canal + la francese Marine Le Pen, presidente del Front National, ha paragonato Berlusconi a Fréderic Mitterand, alludendo all’esperienza di turismo sessuale confessata dal ministro della Cultura del governo di Parigi (ne dà notizia tra gli altri il Nouvel Observateur). Ha una certa eco sui siti francesi grazie all’Afp l’appoggio dato alla procura di Milano dai magistrati italiani dell’Anm, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Resta alta l’attenzione della stampa spagnola. El Mundo mette sulla homepage la notizia dell’interrogatorio di Nicole Minetti – “Compare davanti alla giustizia la donna accusata di organizzare feste per Berlusconi” – e dà rilievo alle ultime novità delle intercettazioni – “Berlusconi aiutò un’amica domenicana a ottenere il passaporto italiano”.

El Pais approfondisce la situazione in un reportage intitolato “Berlusconi resiste”.

Il corrispondente Miguel Mora cerca di spiegare le ragioni per cui il premier riesce a restare aggrappato al potere, mentre la sinistra perde completamente terreno. Cita Giancarlo Santalmassi, ex direttore di radio 24: “Il dramma dl Paese è la sinistra. E non dobbiamo equivocare: Berlusconi è la conseguenza di questo abbandono e non la causa”. Cita il filosofo Carlo Chiurco: “Il suo disprezzo per la donna è andato troppo in là. E’ il suo aspetto più sinistro”. “Uno dei segreti della sopravvivenza di Berlusconi è nei media: i suoi scandali si divorano l’un l’altro… un metodo ipnotico”.

“E’ un reality e lo spettacolo deve continuare”, scrive Mora, che aggiunge: “Il mondo si domanda come è possibile, cosa succede agli italiani, se siano rincoglioniti abbiano perso la ragione”.

Un commento di Almudena Grandes, sempre su El Pais, ricorda che Pier Paolo Pasolini aveva definito l’Italia un paese “ridicolo e sinistro”. Ora, 35 anni dopo, Berlusconi “incarna la visione pasoliniana della realtà”. Con l’aggravante che all’opinionista Berlusconi sembra “più sinistro che ridicolo”.

 

 

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