Quale sarà la lingua dell’Ucraina?


Olga Deineko, “Verso la scuola di campagna”, ca. 1940

Adesso che Viktor Yanukovich è diventato presidente dell’Ucraina, uno dei problemi più delicati che si troverà sul tavolo è quello della lingua. La sua, tanto per incominciare – visto che il neopresidente è di madrelingua russa e nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni ha ancora qualche difficoltà a esprimersi in modo perfetto in ucraino. E poi quella dello Stato: da alcuni anni l’unica lingua ufficiale in Ucraina è l’ucraino, nonostante il fatto che un abitante su cinque sia di etnia e lingua russa e oltre la metà della popolazione parli il russo meglio dell’ucraino – il che può piacere o no (è una conseguenza della storia, che ha visto l’Ucraina inglobata nell’impero russo e poi sovietico per trecento anni, fino al 1991) ma è comunque una realtà di fatto. Ci si ricorderà che il primo presidente dell’Ucraina indipendente, Leonid Kravchuk, l’ucraino non lo parlava proprio e il giorno della proclamazione dell’indipendenza lesse in modo stentato il suo discorso scritto in ucraino su un foglietto. Proprio Yanukovich, da leader del Partito delle Regioni all’opposizione, ha ripetutamente sollevato negli anni passati la questione del russo come seconda  lingua ufficiale – senza ottenere altro che uno status di “lingua regionale” in alcune, pur importanti, regioni del Paese (Crimea, Donetsk, Kharkov, Lugansk). Ieri Vadim Kolesnichenko, un deputato del partito del presidente, ha dichiarato pubblicamente che non ci sarà nessun referendum sulla questione della lingua, per non spaccare pericolosamente il paese: ogni regione si arrangerà nel modo che riterrà più opportuno.

Una soluzione comoda, ma che nasconde una sostanziale marcia indietro di Yanukovich su uno dei temi che ha maggiormente sfruttato in questi anni: l’Ucraina infatti è uno stato fortemente centralizzato, in cui l’autonomia regionale (salvo che per la Crimea, che ha uno status speciale) è molto limitata; altrettanto limitata sarà quindi la possibilità per gli abitanti russofoni di usare la propria lingua in ambito ufficiale. Primo e più importante caso, l’insegnamento: sarà ammesso o no l’insegnamento in lingua russa? e nei tribunali, e negli impieghi statali? Nelle regioni dove i russofoni sono in larga maggioranza, non ci sarà problema (in effetti non ci sono stati problemi nemmeno negli anni del nazionalismo oltranzista di Yushenko) ma nelle altre regioni, dove pure i russofoni costituiscono una quota non trascurabile della popolazione?

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